Livorno: Abolire la Fornero, ma…

…Renzi è peggio della Fornero!

Ormai la legge pensionistica della Fornero non è più difendibile, da parte di nessuno. Persino Susanna Camusso si è avventurata in uno dei suoi comizi della domenica, a cui ovviamente non seguirà alcuna azione pratica credibile, a richiederne l’abrogazione.

Il movimento che ne richiede la sua abolizione, se non vuole perdere la sua forza, non può più accontentarsi di alcune prese di posizioni verbali da parte della burocrazia sindacale, che in realtà sono finalizzate solo a depotenziare qualsiasi cosa che si muove fuori dal suo controllo.

Alle chicchere devono seguire un progetto politico in grado di dare una prospettiva alle lotte di resistenza che nonostante tutto in questo paese quotidianamente si esprimono e che non può che avere un nemico: il governo Renzi.

Renzi infatti ha scelto di porsi in sostanziale continuità con le politiche di austerità che fino ad oggi sono state adottate dai precedenti governi, da Monti/Fornero a Letta.

Secondo Renzi l’austerità dovrebbe risanare i bilanci, ripristinare la fiducia dei mercati e rilanciare la crescita e l’occupazione, quando al contrario l’austerità in questi anni ha depresso l’economia, non ha risanato i conti e continuerà a non farlo.

In realtà tutto questo è funzionale ad una intensificazione dello sfruttamento capitalistico del lavoro tramite uno smantellamento progressivo del diritto del lavoro.

Con il Job Act del governo Renzi assistiamo infatti ad una ulteriore precarizzazione dei contratti di lavoro con novità peggiorative, anche rispetto alla riforma Fornero.

Si continua a sostenere l’idea che una maggiore flessibilità dei contratti aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e a ridurre la disoccupazione, quando in realtà tutto questo determinerà solo più disoccupazione, in modo particolare in una congiuntura di crisi come l’attuale, in quanto consentirà alle aziende di licenziare più facilmente.

Ma Renzi rivendica i famosi 80 euro (lordi) al mese per i dipendenti che ne guadagnano meno di 25mila euro lordi, ma all’interno di politiche tese a deprimere i redditi.

Prima di giudicare questa misura dobbiamo valutare da dove nei prossimi anni la spending review andrà a tagliare. Se ad esempio colpirà, come già annunciato, i servizi pubblici i lavoratori subordinati questa misura porterà più svantaggi che benefici.

CONTRO IL GOVERNO RENZI E IL JOBS ACT CHE AUMENTA PRECARIETA’ E FLESSIBILITA’

CONTRO LE POLITICHE DI AUSTERITA’, I TAGLI DEI SERVIZI SOCIALI, IL FISCAL COMPACT DI UNA EUROPA DELLE BANCHE E DELLA FINANZA CHE NON CI RAPPRESENTA.

CONTRO LA LEGGE FORNERO, PER UNA PENSIONE PUBBLICA RETRIBUTIVA: ANZIANITA’ A 40 ANNI DI LAVORO, VECCHIAIA A 60.

SABATO 17MAGGIO

VIA VERDI 151 ORE 17,30

ASSEMBLEA DIBATTITO

PARTECIPERA’

FRANCO TURIGLIATTO