Milano: antifascismo e lotta di classe. La resistenza ieri e la resistenza oggi

MERCOLEDì 16 APRILE ORE 17.00antifa

C/O IL CIMITERO DI BOLLATE

Ricordiamo il compagno CLAUDIO VARALLI

UCCISO DAI FASCISTI IL 16 APRILE DEL 1975

 

GIOVEDì 17 APRILE ORE 21.00

C/O CORTE POPOLARE VIA UMBRIA, 8 RHO (FRAZ.BIRINGHELLO)

INCONTRO/DIBATTITO CON

ANTONIO MOSCATO (docente storico del movimento operaio)

SUL RUOLO DEL MOVIMENTO OPERAIO DURANTE LA RESISTENZA E SULLA CENTRALITA’ DELLA LOTTA DI CLASSE NELLO SCONTRO ODIERNO.

ALL’INIZIATIVA SONO STATE INVITATE LA RETE ANTIFASCISTA NORD-OVEST E LA RETE ANTIFASCISTA ALTOMILANESE/LEGNANO IMPEGNATE IN QUESTI MESI CONTRO LA PRESENZA DELLE NUOVE DESTRE NEL TERRITORIO

 

COLLETTIVO LA SCILORIA – SINISTRA ANTICAPITALISTA

 

 

Fascisti a Milano.

 

A Milano negli ultimi anni stiamo assistendo ad una recrudescenza del nazismo e del fascismo.

Apparizioni di lugubri personaggi sono sempre meno sporadiche, gruppi e gruppuscoli di una “nuova” destra, sempre più vicina a contenuti e simbologie neonaziste, si strutturano, trovano alleati nella destra istituzionalizzata, ma anche nelle potenti famiglie mafiose e n’dranghetiste che hanno grandi interessi nella metropoli e nel suo hinterland, e grazie anche a queste alleanze, riescono a radicarsi in alcuni luoghi della città e del suo hinterland, arrivando a saldarsi con altri gruppi presenti da alcuni anni in territori storicamente da loro innervati, come la provincia di Varese (soprattutto) e quella di Como.

Così abbiamo assistito, nel 2008, all’apertura in grande stile (si stimano in 150 intervenuti), della Skinhouse a Bollate, una specie di locale, ricavato da un ex carrozzeria posta al limite estremo della cittadina, con la campagna circostante, per eventi musicali e serate conviviali, corsi di difesa personale e punto di partenza per trasferte al seguito della squadra di calcio tifata (a grande maggioranza l’Inter), tappezzato di manifesti inneggianti a Mussolini, Hitler ai repubblichini di Salò, ma anche a criminali meno famosi come Leon Degrelle, fondatore del rexismo, ed organizzatore delle SS belghe, tanto per nominarne uno, che fece discutere Milano qualche anno dopo, insieme a manifesti con immagini di guerrieri medievali, monaci guerrieri ed altri con i Simpson, per pubblicizzare qualche serata danzante, meno connotata, ma pur sempre esclusiva.

Esclusiva perché la Skinhouse è la base per il reclutamento e l’autofinanziamento dei famigerati Hammerskin, un’elité militante (nata da una scissione del Ku Klux Klan), selezionata all’interno di una base più ampia di soggetti della sottocultura Skinhead, attraverso prove di “coraggio” e di disinvoltura nell’uso della forza. Per farla breve, l’apertura della Skinhouse, portò alla nascita del primo Comitato Antifascista a Bollate, da tanto tempo, in cui assieme alle forze della sinistra (a quel tempo PRC, PdCI e Sinistra Critica) si trovavano a collaborare un discreto numero di cittadin*, indignat*e spaventat*. Tre anni densi di iniziative di piazza e culturali, di controinformazione, anche in antitesi con le tesi dei giornali locali, che dipingevano gli scomodi vicini, come “bravi ragazzi amanti dell’ordine e della pulizia” da parte del Comitato, ma la Skinhouse è ancora aperta e funzionante.

Anzi….

Alla fine del 2009 all’interno della Skinhouse si è costituita l’associazione Lealtà Azione, che attualmente è l’organizzazione neonazista più numerosa, oltre che quella egemone, dal punto di vista organizzativo e militare, che ne mondo dell’estrema destra è sempre un punto di vista decisivo.

Lealtà Azione nel 2010 cercò di inaugurare un nuova sede sulla circovallazione di Milano, un negozio affitato a canone sociale dall’Aler, l’ente che dovrebbe fornire alloggi popolari alla popolazione della Lombardia, con una conferenza su Leon Degrelle, il giorno della marcia su Roma. La conferenza non si tenne per la mobilitazione della Milano Antifascista che respinse la provocazione, ma erano altri tempi.

Da allora si sono susseguiti raduni di Skinheads e di altri lugubri figuri e altre organizzazioni, sempre con la copertura della questura di Milano, che ha adottato una politica di tolleranza, quando non di fattiva collaborazione con queste organizzazioni, su tutti ricordiamo l’evento del 2013 di Rogoredo con 700 neonazi rasati a Milano, reso di pubblico dominio solo nelle ore del suo svolgimento.

Forza Nuova ha aperto una sede in una piazza popolare di Milano (Piazza Aspromonte”, e altre ha tentato di aprire, una gli è stata chiusa da una partecipata manifestazione antifascista al quartiere Spaventa, altro quartiere popolare di Milano.

Casa Pound, dopo un periodo di incubazione, sotto le spoglie di un’associazione che si chiamava Cuore Nero, miseramente squagliatasi dopo pochi mesi di propaganda a colpi di latte e pane distribuiti agl’Italiani che risiedevano nel popolare quartiere di Musocco, ha continuato la distribuzione di pane e prodotti di prima necessità in un altro quartiere popolare come è Quarto Oggiaro.

Associazioni più o meno velatamente neo fasciste o neo naziste sono nate e sono morte nel frattempo, mentre questi ultimi anni, sono stati costellati da uno stillicidio di manifestazioni e provocazioni da parte di queste sigle, a volte divise, a volte raggruppate sotto la sigla comune “i camerati”, e anche se relativamente poche sono state le aggressioni fisiche, che pure non sono mancate, come pure l’utilizzo di coltelli da parte loro, il tentativo in cui sono impeganti è quello di accreditarsi come giovani (quasi tutti) volonterosi che s’impegnano per il bene della loro comunità (italiana).

Dall’estate scorsa, complice l’acuirsi della crisi della macelleria sociale e la debolezza della sinistra nel suo complesso a dare risposte ad essa, il tentativo della nuova destra è quello di conquistare agibilità politica, oltre che una rappresentanza istituzionale, anche se in un panorama anche per loro frammentato e concorrenziale.

Accade allora che Forza Nuova organizzi banchetti di propaganda in molti paesi dell’hinterland Nord Ovest, di solito in concomitanza con il mercato che nei paesi è un evento a cadenza settimanale (Bollate al mercato domenicale, Cesate dove che un consigliere leghista transfuga le da anche una copertura istituzionale e qualche velleità elettoralistica, Solaro, dove sono annunciati ma non arrivano, Senago, dove qualche personaggio comincia a proclamarsi loro aderente, come pure a Novate Milanese, dove un tentativo di penetrazione nelle istituzioni era già stato fatto con una lista civica nel 2005) guarda un po’ paesi limitrofi all’Area Expo.

E poi ci sono in paesi su cui l’Area Expo 2015 insiste direttamente o avrà una grande ricaduta, come Rho e Legnano, dove la presenza di FN diventa palpabile e fastidiosa…, annunciano l’intenzione di bloccare i consigli comunali in cui siano in discussione mozioni su argomenti come registro delle unioni civili, anche se la mobilitazione delle forze antifasciste glielo impedisce.

In dicembre a Rho, si mascherano da Forconi e presidiano un’importante uscita autostradale, quella che porta all’entrata della Fiera, in alcuni momenti bloccano il traffico, poi la marea calante della mobilitazione e lo scarso risultato di egemonia ottenuto nell’altro importante epicentro milanese della mobilitazione dei forconi, quello di piazzale Loreto, dove si presentano e presidiano, ma non riescono a mischiarsi con altri 300 circa esagitati che, tollerati, per poco meno di una settimana rallentano il traffico e al mercoledì si prendono a botte con i tifosi dell’Ajax, nel nome della protesta dei forconi.

E poi c’è Casa Pound, che sembra sia numericamente inconsistente, anche se nelle scuole il Blocco Studentesco comincia a farsi vedere, ma che riesce ad ottenere una visibilità improvvisa, quando a febbraio di quest’anno, la diaspora del PdL offre loro un’occasione imprevista: la candidata sindaco del centro destra sconfitta alla ballottaggio dal sindaco PD, presidente della commissione cultura del comune di Novate Milanese e consigliera comunale, passa nelle fila di Casa Pound e costituisce il primo gruppo consigliare della storia di questa formazione, che, giova ricordare, si autodefinisce l’organizzazione dei “fascisti del III millennio”.

E in tutto questo Sinistra Anticapitalista che ci sta a fare ?

Sin dal Comitato Antifascista di Bollate, siamo stati all’interno, con un ruolo propositivo. In risposta alla apertura della Skinhouse, abbiamo lavorato per estendere numericamente e territorialmente il lavoro del Comitato, incontrando per primo l’ANPI di Lainate, che era molto attivo, contrariamente ad altre sezioni ANPI della zona, nel lavoro di contrasto dell’insorgenze neofasciste e neonaziste in zona. Con loro, ma non solo, abbiamo sviluppato il concetto di Rete, che ha lavorato con l’organizzazione di iniziative culturali e di piazza, ma sempre sul terreno del contrasto del fascismo dal punto di vista valoriale e culturale. Due, tre anni di lavoro intenso dicevamo, che ha permesso di arginare l’attrattiva che un luogo come la Skinhouse poteva avere sui giovani della zona, ma noi arginavamo e loro crescevano e si radicavano, a Monza, a Milano in circonvallazione e poi in zona MacMahon e anche nei paesi limitrofi. Nel frattempo la Rete si sfilacciava e soprattutto le sue componenti non organizzate si perdevano e cominciavano ad assuefarsi al fascismo e alle sue manifestazioni.

Con lo stillicidio di presenze neofasciste cominciato la scorsa estate, la Rete ha riallacciato i contatti ed ha ricominciato il lavoro, culturale ma anche di riappropriazione degli spazi comuni, piazze strade e giardini da parte delle/gli antifascist* e noi siamo presenti in maniera organizzata e il nostro ruolo è quello di porre l’accento sul fatto che non si può essere antifascisti se non si riconosce la centralità della lotta di classe, anche nella lotta antifascista, se non si capisce che il fascista si organizza nella nostra zona, perché il suo ruolo è quello di cane da guardia degl’interessi che si sono addensati soprattutto sull’Expo, ma che sono presenti anche nelle imprese di logistica, che permeano il tessuto imprenditoriale dell’aree limitrofe all’expo, le zone del legnanese e del rhodense.

In quest’ottica è particolarmente prezioso il rapporto che abbiamo instaurato tra la nostra Rete e la Rete Antifascista della zona del Rhodense Legnanese, che queste connessioni, tra gestione del territorio da parte del capitale, imprese di logistica e grandi opere in primis e presenza organizzata di manovalanza fascista, le ha bene chiare e le contrasta con grande precisione e determinazione, e allora un altro nostro ruolo è quello di stabilire rapporti di collaborazione con quest’altra Rete e renderli stabili duraturi e fruttuosi, per la riappropriazione degli spazi di vita e di lavoro da parte della classe, di cui facciamo parte.

Il mese di Aprile è cominciato, anche se sarebbe interessante descrivere le modalità di mobilitazione utilizzate dalla Rete, soprattutto in relazione a singole insorgenze neofasciste, dobbiamo rimandare questa descrizione, più urgente è ricordare alcuni appuntamenti, alcuni anche legati a necessità di contrasto dei fascisti, altri più importanti per approfondire le tematiche e per rendere la nostra azione più consapevole ed efficace:

il 16 Aprile alle 17 presso il cimitero di Bollate si commemora uno dei caduti della Nuova Resistenza il Compagno Claudio Varalli.

Il 17 Aprile presso la Corte Popolare a Biringhello di Rho, insieme al Collettivo La Sciloria Sinistra Anticapitalista ha organizzato un incontro su Resistenza (vecchia e nuova), Movimento Operaio e Lotta di Classe con relatore Antonio Moscato.

Il 25 Aprile le due Reti parteciperanno unite al corte ufficiale a Milano, ci saranno anche altre iniziative, la mattina è prevista una sfilata degli Skinheads di Lealtà Azione dalla loro nuova sede di via Pareto (Musocco) fino al cimitero maggiore, con passaggio davanti al centro sociale Torkiera, la sera nel piazzale antistante al cimitero stesso Partigiani in Ogni Quartiere.

Il 29 Aprile Milano si mobilità per impedire l’indegna sfilata, in stile III reich, che “i camerati” organizzano con il pretesto di commemorare alcuni loro morti. La prefettura ha vietato la manifestazione antifascista, continuando così la linea che l’ordine pubblico sta sempre più assumendo sotto la gestione Renzi. Saremo ugualmente in piazza.