Per le europee a Brescia

A Brescia la “Lista Tsipras” è nata in un certo senso in anticipo. Infatti già a fine gennaio, Sinistra Anticapitalista decise di proporre al variegato arcipelago della sinistra “radicale” bresciana (escludendo quindi SEL e il PdCI) un incontro per lanciare un’assemblea “di movimento” in cui discutere dell’utilità o meno della presenza di una lista unitaria di sinistra alle elezioni europee.

Dopo un incontro con Rifondazione e con Ross@, organizzammo una prima assemblea, indetta da Sinistra Anticapitalista, PRC e Ross@, aperta alle organizzazioni politiche e sindacali, ai vari collettivi, movimenti, centri sociali, ecc. Un’assemblea non esattamente “pubblica” (nel senso che non venne pubblicizzata su radio e giornali locali) ma organizzata sulla base dei contatti diretti con i compagni delle varie realtà. L’assemblea, svoltasi il 12 febbraio nella sede della Federazione bresciana del PRC, vide la partecipazione di una settantina di compagni, appartenenti, oltre che alle tre organizzazioni, anche ai COBAS, all’ORMA (un sindacato di base composto dai compagni bresciani fuorusciti dall’USB), ai due centri sociali presenti in provincia, a vari collettivi di “movimento” (per il diritto alla casa, dei migranti, per l’acqua pubblica, ecc.).

Anche SEL e il PdCI, pur se non formalmente invitati (ma avevano cercato un abboccamento tramite Rifondazione), si presentarono. Nonostante la loro presenza non fosse accolta proprio benevolmente (e creasse alcuni scontri verbali non esattamente “fraterni”), la riunione finì con la decisione unitaria d’indire una vera e propria assemblea pubblica, aperta quindi a tutti gli interessati, singoli, gruppi, partiti, sindacati, collettivi, ecc.

Il 18 febbraio, mentre già a Roma si tesseva la tela “nazionale” della futura “Lista Tsipras”, si svolgeva l’assemblea pubblica, alla presenza di circa 120 compagni (una cifra superiore alle migliori assemblee di “Cambiare si può”), alla quale l’asse SEL-PdCI si presentava “in forze”. La composizione era un po’ cambiata, rispetto alla settimana precedente, nel senso che alcune realtà, appartenenti all’area “autonoma” non erano più presenti, mentre si rivedevano facce note della vicenda di Rifondazione dei tempi migliori (e persino due o tre esponenti di Azione Civile e dei Verdi). La discussione, piuttosto accesa (anche se con toni un po’ meno rissosi rispetto alla riunione precedente), terminava con la decisione di dar vita al Comitato “dal basso” della Lista Tsipras a Brescia, sulla base di una mozione dai contenuti molto radicali proposta dai nostri compagni (passata con soli 17 voti contrari e 7 astenuti, di area SEL-PdCI-Azione Civile) e proponendo due candidati operai (uno dei quali del PRC) per l’area bresciana della Circoscrizione Nordovest. Nasceva quindi un coordinamento aperto a tutti (con una significativa presenza dei compagni di Sinistra Aanticapitalista) per l’organizzazione delle successive scadenze (tra le quali la raccolta delle firme).

Nei giorni successivi, come si sa, i “giochi” venivano fatti a Roma dai “garanti”, che non tenevano assolutamente conto né delle indicazioni programmatiche proposte nella mozione bresciana, né dei due candidati, secondo l’abitudine centralizzatrice e gerarchica a cui purtroppo siamo abituati. Ciononostante, visto l’interesse e le speranze (molto probabilmente destinate ad essere deluse) suscitati nel cosiddetto “popolo della sinistra” dalla possibilità di dar vita a “qualcosa di sinistra” alternativo al “pensiero unico” liberista renzusconiano e al confusionismo populista dei grillini, decidevamo di mantenere il nostro impegno nel Comitato bresciano della lista. Inoltre la presenza, nella nostra circoscrizione, della candidatura della compagna Nicoletta Dosio, forniva un ulteriore elemento per giustificare il nostro “sostegno critico”.
La campagna di raccolta firme, le riunioni, le assemblee (tra le quali quella di mercoledì 26 con Nicoletta Dosio, che verrà introdotta da una compagna di Sinistra Anticapitalista) vedono un nostro ruolo importante, con la possibilità di contatti con numerosi compagni non legati ad alcuna organizzazione (e talvolta alla loro prima esperienza politica), soprattutto nelle realtà periferiche.

Che queste energie non vadano disperse (in seguito alla frustrazione di illusioni di tipo elettoralistico e/o alla probabile involuzione moderata della lista italiana) è la scommessa che abbiamo fatto, accettando questa sfida su un terreno non certo favorevole ai rivoluzionari.

Sinistra Anticapitalista di Brescia