Solidarietà a Giorgio Cremaschi

di Franco Turigliatto

Giorgio_cremaschiLa vera e propria aggressione fisica che ieri Giorgio Cremaschi e gli altri compagni del secondo documento hanno subito all’assemblea della CGIL a Milano costituisce un ulteriore passo della deriva antidemocratica del gruppo dirigente della principale organizzazione sindacale italiana. A Giorgio e agli altri compagni va tutta la solidarietà e il sostegno della nostra organizzazione e l’invito a tutte e tutti gli iscritti della CGIL a reagire a questo “nuovo corso” di intolleranza burocratico e a difendere le tradizioni democratiche del movimento sindacale e dei lavoratori.

La spiegazione di quanto sta avvenendo è purtroppo molto semplice: il gruppo dirigente intorno alla Camusso ha firmato un accordo con la Confindustria, che subordina completamente l’azione sindacale alle volontà e ai ricatti padronali e che sanziona chiunque, sindacati combattivi o singoli delegati e lavoratori che vogliano prendere iniziative di lotta per contrastare gli attacchi e i ricatti delle direzioni aziendali. Si tratta di un fatto gravissimo che costituisce un’involuzione profonda delle strutture sindacali, molto al di là ancora della passate e pur gravi politiche di compromesso e collaborazione che abbiamo conosciuto negli ultimi venti anni a partire dalla scelta della concertazione.

Proprio la gravità di questa deriva spinge l’apparato a fare ricorso a tutti gli strumenti, per far tacere le opposizioni, per impedire agli iscritti di capire quanto sta avvenendo, per imporre un regime interno di acquiescenza e di conformismo. Per riuscire in questo intento tutti i mezzi sono buoni.

Per questo la battaglia dell’opposizione di sinistra è fondamentale. Non riguarda solo le compagne e i compagni che la stanno conducendo, non solo gli iscritti alla CGIL, ma tutte le lavoratrici e lavoratori, è uno strumento essenziale per poter condurre nella prossima fase la lotta contro le sempre più violente politiche di austerità dei governi e l’offensiva padronale ai diritti della classe lavoratrice.

Per questo è più che mai necessario sostenere a fondo l’iniziativa della opposizione nella CGIL per un sindacalismo di classe e per la democrazia delle lavoratrici e lavoratori (vedi anche art. Difendiamo la democrazia nel sindacato).