De Magistris e la spendig review

di Umberto Oreste

de magistrisPochi giorni fa una pesantissima tegola si è abbattuta sulla città di Napoli: la sessione di controllo della Corte dei Conti regionale ha rigettato il piano decennale di rientro dal predissesto del Comune di Napoli; il che avvicina il dissesto ed il commissariamento delle cariche elettive. Di conseguenza sulla stampa locale si sono alzate le stesse lamentele di sempre sulla mancanza di una classe dirigente adeguata, sui tanti interessi particolari che bloccano la risoluzione dei problemi, sulla atavica abulia dei napoletani.

Nessuno invece guarda alla sostanza del problema: il quadro economico di riferimento oggi è profondamente cambiato ed incide pesantemente sulla vita civile della città. I finanziamenti nazionali verso i comuni sono stati drasticamente ridotti, rendendo impossibile mantenere i livelli dei, pur insufficienti, servizi. Le regole del risparmio (dismissioni, privatizzazioni, tagli all’assistenza) vengono imposte dall’alto rendendo le amministrazioni semplici esecutori senza nessuna possibilità di autonomia politica.

E’ sempre lo stesso pilota automatico che parte da Bruxelles ed arriva in ogni municipio. Se a Napoli le strade sono piene di buche, se gli autobus sono senza benzina, se l’illuminazione pubblica è insufficiente, la colpa non ricade solo sugli amministratori ma prioritariamente sulla politica economica del governo nazionale.

Su De Magistris si possono fare tante critiche e Sinistra Critica ne aveva già capito i limiti quando al momento delle elezioni si era sottratto al clima di generale euforia ed aveva presentato con altri soggetti politici e sociali la lista “Napoli non si piega” con un coerente progetto alternativo.

Malgrado le critiche bisogna però dire che in diverse occasioni De Magistris ha dato prova di indipendenza dai poteri forti e questo probabilmente non gli è stato mai perdonato. Ha infatti assunto 300 maestre precarie a tempo determinato in contrasto con le direttive che non permettono assunzioni in caso di predissesto. Le insegnanti hanno preso servizio per garantire l’apertura delle scuole comunali ed i servizi educativi ed in seguito la Procura Generale per la Campania ha archiviato la vertenza in quanto”non sussistono i presupposti per l’ azione di responsabilità”.

De Magistris è anche quello che non ha privatizzato le aziende partecipate, ha ripublicizzato l’acqua, ha interrotto l’iter di costruzione dell’inceneritore di Napoli est, bloccandone il bando, ha assunto nell’Asia (Azienda Servizi Igiene Ambientale Napoli) 350 operai dei subappalti, ha sottratto alla Romeo Immobiliare la gestione del patrimonio immobiliare del Comune. Per ultimo in ordine di tempo non ha accettato che passasse il piano di riordino della Fondazione San Carlo che tagliava stipendi e posti di lavoro.

Probabilmente questi episodi non sono stati digeriti dai poteri forti locali e nazionali che avevano sostenuto il sindaco esclusivamente quando si trattava di dividere gli appalti dell’American Cup. La destra e il PD fanno a gara a chi lancia accuse più pesanti e cominciano gli scontri interni per le prossime candidature. Dal canto nostro quello che ci preme sottolineare è che nel soprattutto nel Sud la spending review sta provocando danni incalcolabili facendo regredire i diritti, la vivibilità, la solidarietà. Il Sud si avvicina ai livelli di disastro sociale della Grecia e dalla Grecia dovrebbe imparare come lottare. Un ulteriore elemento di disastro economico meridionale è la bocciatura della legge Finanziaria Siciliana con conseguente tagli indiscriminati di posti di lavoro e servizi. Da questo discorso nasce secondo me l’esigenza di riproporre oggi alla scena politica nazionale il problema della risposta meridionale alla crisi economica con il rifiuto più netto dei trattati europei e con mobilitazioni conseguenti.