Il fiume in piena non si lascia arginare

napoli-fiume-piena1 di Umberto Oreste

Il disastro ambientale in Campania ha riempito le prime pagine dei giornali: in tanti comuni della regione la gente ha condiviso il dolore per i parenti morti in seguito all’esposizione ai veleni presenti nel suolo, nelle acque e nell’aria a causa dello sversamento di rifiuti tossici; si sono così formati comitati di cittadini che hanno riempito le piazze, le parrocchie, i municipi, tutti gli spazi di aggregazione e si sono riversati per le strade gridando la propria rabbia mediante cartelli, striscioni, radio, televisioni, internet. Questo fiume in piena il 16 novembre ha inondato Napoli con una manifestazione delle cui dimensioni non si aveva ricordo in città. La risposta delle istituzioni locali e del governo nazionale è stata del tutto inadeguata e non rispondente alle precise richieste riassunte in una piattaforma elaborata e condivisa da tutti i comitati, le associazioni, i tecnici e gli attivisti. Il decreto governativo aggrava le pene per i delitti ambientali, militarizza i territori e programma la bonifica in modo affaristico senza controllo dal basso; inoltre non è inclusa nel decreto alcuna misura sanitaria per l’assistenza ai malati con patologie derivanti dall’inquinamento.

Così non pagano i responsabili primi del disastro: gli imprenditori, quasi esclusivamente settentrionali, che, per aumentare i loro profitti, si sono rivolti alle ecomafie per disfarsi dei prodotti tossici delle loro lavorazioni. Nelle inchieste della magistratura sono identificati rifiuti di marchi di numerose imprese. I dirigenti di tali imprese siedono ai tavoli della Confindustria, discutono con governo ed amministrazioni locali senza nessuna vergogna e magari si propongono per dividersi i soldi pubblici delle bonifiche.

Alcune organizzazioni come l’USB/Salute Ambiente, Medicina Democratica e Ross@ che hanno partecipato a tutte le precedenti mobilitazioni, voglio esprimere chiaramente queste posizioni e fanno appello a chi vuole giustizia sullo scempio del territorio per un “Presidio per verità e giustizia sulle ecomafie” il giorno 23 gennaio alle ore 10 presso la sede della Confindustria di Napoli a Piazza dei Martiri.