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Francia. La crisi del Fronte de gauche

front_de_gaucheMentre si sta avviando la discussione sulla candidatura di Tsipras (Syriza) alla presidenza della Commissione europea, la Sinistra Europea vive dei momenti travagliati, non solo in Italia, ma anche in Francia paese in cui il Front de gauche aveva ottenuto discreti risultati alle ultime elezioni. Come si evince dall’articolo di Alain Krivine, che vi proponiamo, permangono ancora forti ambiguità nelle forze che lo compongono soprattutto in relazione al rapporto con la socialdemocrazia, ambiguità che permangono anche in altre forze della Sinistra europea (n.red.)

di Alain Krivine

Hebdo l’Anticapitaliste, 09/01/2014

La crisi del Front de Gauche ha conosciuto un nuovo sviluppo con il 4° congresso del Partito della Sinistra europea (Se) svoltosi a metà dicembre a Madrid in presenza di 300 delegate/i.

Questo partito raggruppa una ventina di organizzazioni europee fra cui, per la Francia, il PCF e il Parti de Gauche(Pg). Ne sono assenti soltanto i PC rimasti i più stalinisti in Europa, come quelli della Grecia e del Portogallo.

Dis-unione europea

Con il consenso del PG, il congresso ha votato tre iniziative di scarsa presa: una campagna contro il grande mercato transatlantico (TAFTA), l’organizzazione di un summit per la ristrutturazione del debito a marzo a Bruxelles e un «forum europeo delle alternative» per l’autunno. Sempre con il consenso del PG, l’86% del congresso ha candidato Alexis Tsipras, il leader di Syriza, alla presidenza della Commissione Europea. Infine è stato eletto un direttivo con rappresentanti di Syriza (Grecia), del Bloco de Esquerda (Portogallo), del PCE (stato spagnolo), della Sinistra bulgara e del Die Link (Germania). Invece il PG si è opposto alla rielezione di Pierre Laurent alla presidenza della Se ha deciso perciò di sospendere la sua partecipazione alla Se fino alle municipali, dichiarando in particolare : «la chiarezza della nostra campagna alle europee non deve essere messa in pericolo dalla strategia di Paul Laurent che vuole allearsi con il PS per le municipali di Parigi». Per quest’ultimo, tale decisione è «incomprensibile per i nostri compagni europei». Stessa reazione da parte di Clémentine Autain della FASE1, che, pur respingendo l’accordo PS-PCF per Parigi, spiega che per il Front de Gauche «non esiste un piano B per le europee»

 Lo stato dell’unione…

Per capire bene questa crisi, bisogna ricordare che il Front de Gauche è un coordinamento di organizzazioni, con soli pochi «indipendenti» nella sua direzione, anziché un partito unificato come lo richiedono alcune/i al suo interno. E’ composto dal PCF (con 8.000 elette/i), dal PG con l’oratore Mélenchon, qualche migliaio di aderenti e qualche decina di elette/i, dal PCOF2, da una metà della Gauche Unitaire diretta da Christian Piquet (ex LCR) e da poco tempo anche da Ensemble l’altra metà della Gauche Unitaire diretta da Francis Sitel (ex LCR), dalla Gauche Anticapitaliste (ex LCR e NPA), da Convergence et Alternative (ex LCR e NPA), dalla FASE (fra cui i Communistes Unitaires) e da un po’ più della metà degli Alternatifs (l’altra metà ha rifiutato di aderire al Front de Gauche).

Infatti sono il PCF e Mélenchon a dominare il Front de Gauche, un Front che sta per presentarsi alle prossime municipali in lista con il PS o contro di lui secondo le città, e quindi diviso a volte tra il PCF da una parte e il resto del Front de Gauche dall’altra. Ma ogni volta con la stessa sigla!

 Prima il dibattito

Oggi il dibattito è piuttosto violento e si è inasprito in seguito alla presa di posizione del PG nell’ambito del Partito della Sinistra Europea, un PG per altro favorevole all’intervento militare in Centrafrica visto che è stato benedetto dall’ONU… . Per le direzioni non si tratta di una questione di fondo nonostante le apparenze. Mélenchon se ne infischia delle municipali e conta soltanto sulle europee dove spera di sostituire Pierre Laurent in testa di lista e «sorpassare» il PS alle urne. E per il secondo turno delle municipali, vige il silenzio radio, ciò che lascia presentire un accordo con il PS, con la scusa di «vincere la destra». E già, in alcune città, delle sezioni del PG l’hanno detto chiaro e tondo per giustificare la mancanza di alleanze con altre correnti come il NPA.

Ma sentendo una viva opposizione dei militanti del PCF, ma non di elette/i, a qualsiasi alleanza con il PS, Mélenchon si sforza di canalizzare questa opposizione di sinistra, senza accorgersi che pure fra questi militanti, il suo «stile» non è ben accetto… Anche se sono complicati, questi dibattiti ci riguardano perché coinvolgono militanti con i/le quali ci ritroviamo spesso nelle mobilitazioni e che per la maggiore parte sono alla ricerca di una reale alternativa anticapitalista. E in questo campo nessuno ha vinto la prova né possiede soluzioni già pronte. In tutta modestia, e in tutta indipendenza, portiamo il nostro contributo politico, con questi compagni e con tutti coloro che non vogliono più essere coinvolti in questi «giochi da politicanti»

1Fédération pour une alternative sociale et écologique, raggruppamento politico francese [http://fr.wikipedia.org/wiki/Fédération_pour_une_alternative_sociale_et_écologique] (ndt)

2, daParti Comuniste des Ouvriers de France [http://fr.wikipedia.org/wiki/Parti_communiste_des_ouvriers_de_France] (ndt)