Corteo a Torino contro il governo dell’austerità. Lavoro, reddito, servizi per tutti

Corteo: lavoro reddito e servizi per tutti

COMITATO PROMOTORE NO AUSTERITA’mart_17

Prime adesioni: Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, USB, CUB Piemonte, Maurice GLBTQ, Ross@-Torino, Comitato No Debito, il sindacato è un’altra cosa in Cgil

Martedì 17 dicembre 2013 – ore 17,30
Corteo in via Garibaldi
da P.zza Statuto a P.zza Castello

Contro il governo dell’austerità. Da anni i governi conducono politiche di austerità che hanno massacrato le classi popolari e che sono servite solo a garantire rendite finanziarie e profitti per grandi aziende. Siamo contro il governo Letta-Alfano, e contro i governi locali che gestiscono queste politiche con la privatizzazione e il taglio dei servizi pubblici e sociali.Ci opponiamo quindi fermamente alla vendita della GTT e alla privatizzazione dei beni comuni.

lavoro x tutti Vogliamo un vasto intervento pubblico, un Piano per il Lavoro per un milione e mezzo di nuovi posti; politiche industriali per produzioni ecosostenibili: nel risparmio energetico e le rinnovabili, nell’agricoltura di qualità, nella messa in sicurezza dal rischio idrogeologico e sismico; nella cultura e nel patrimonio artistico; nel diritto alla salute; per creare asili nido, riqualificare scuola, università e ricerca. Nazionalizzare ILVA, Fiat e le aziende che chiudono. Ridurre l’orario di lavoro, cancellare la controriforma delle pensioni.

Introduciamo un reddito per i disoccupati, per favorire l’inserimento al lavoro e agli studi.

chi+ha+paghi In Italia l’1% possiede una ricchezza pari a quella del 60% meno abbiente. Quasi 10 milioni di persone sono sotto la soglia di povertà.
Per questo vogliamo sostituire l’IMU sulla prima casa con una patrimoniale sulle grandi ricchezze sopra agli 800.000 euro; mettere un tetto a pensioni e stipendi d’oro; aumentare le tasse sulle rendite finanziarie e diminuirle per lavoratori e redditi bassi; colpire la grande evasione fiscale. Tagliare le spese militari, dagli F-35 all’Afghanistan; No al TAV e alle grandi opere inutili.

dire NO a questa Europa Dall’inizio della crisi l’Unione Europea ha finanziato le banche e gli speculatori con i soldi di lavoratori e lavoratrici e con quelli sottratti alle spese sociali. Dobbiamo respingere le politiche economiche e i trattati europei che peggiorano ancor più la crisi economica, per strategie di difesa dell’occupazione, dei redditi e dei servizi sociali. Sui trattati internazionali decidano i cittadini con dei referendum.