Grecia, quali prospettive per la sinistra di Syriza?

Risoluzione finale del congresso di DEA

della redazione di A l’Encontre, traduzione di Antonello Zecca

Di seguito pubblichiamo la risoluzione politica adottata dal Congresso di DEA (Sinistra Operaia Internazionalista) svoltosi il 26 e 27 ottobre 2013. 

Il 1° novembre scorso, l’omicidio ad opera di due sicari “dal comportamento professionale” di Giorgios Fountoulis, 27 anni, e Manos Kapelonis, 22 anni, e le gravi ferite inflitte a Alexandros Gerontas, 29 anni – in quel momento a guardia della sede dell’organizzazione neonazista Alba Dorata nel quartiere di Neo Irakleio, nel nord-est di Atene – ha modificato parzialmente il clima politico. Così, il governo di Antonis Samaras ha potuto riproporre la teoria della “lotta contro gli opposti estremismi”, di sinistra e di destra, che era stata radicalmente messa in discussione in occasione della manifestazione di massa antifascista in seguito all’assassinio del rapper Pavlos Fyssas nella notte tra il 17 e 18 settembre, dopo quale il governo Samaras fu spinto all’arresto di alcuni noti dirigenti di Alba Dorata.

SYRIZA, DEA, le organizzazioni antifasciste, come Espellere il razzismo, hanno condannato fermamente l’omicidio dei due membri di Alba Dorata.

Il governo Samaras sta provando a modificare l’agenda politica ponendo l’accento sul “mantenimento della legge e dell’ordine”, in continuità di fatto con la sua politica. L’autoritarismo intrinseco all’applicazione delle misure imposte dal Memorandum ha, d’altro canto, trovato nuova linfa nell’articolo 458A, un emendamento al Codice Penale greco. Questa modifica intende criminalizzare le proteste, le critiche, l’opposizione alle decisioni assunte dal parlamento greco. Il ministro della Giustizia greco ha dichiarato che la modifica nasce da una direttiva dell’Unione Europea. E non si tratta di una falsità.

Se da una parte bisogna condannare il duplice omicidio del 1° novembre, sarebbe grave non comprendere che molte altre forme di omicidio sono oggi il risultato di misure di austerità inumane, tra cui quelle della sanità, per non parlare dei crimini perpetrati contro gli immigrati e le immigrate. Restano costantemente sullo sfondo e ad essi è stato fatto un breve cenno, solo in occasione dell’arresto e dell’inchiesta contro Alba Dorata.

I dirigenti di Alba Dorata hanno moltiplicato dichiarazioni volte a ripulire la loro immagine pubblica e a cancellare le tracce lasciate dalla prima fase dell’inchiesta avviata contro membri del gruppo dirigente, accusati di costituire un’ “organizzazione criminale terrorista” (artt. 187 e 187° della Costituzione). I rapporti pubblicati dalla stampa (Ta Nea), riprendono alcuni dossier dei servizi segreti (EYP) e forniscono un “curriculum vitae” di alcuni deputati che è eloquente : “ricatti”, “detenzione illegale di armi”, “traffico di donne a fini di prostituzione”… In particolare ciò riguarda un deputato, Nikos Lagos, responsabile dei gruppi d’assalto di Alba Dorata. È vero che ex ministri e dirigenti sono anch’essi accusati di sottrazione di considerevoli risorse finanziarie. I due mondi si riuniscono qui.

I tentativi del governo Samaras, con il sostegno dei mezzi di comunicazione, di utilizzare la congiuntura creata dall’omicidio dei membri di Alba Dorata, hanno lo scopo di coprire le nuove misure di austerità in via di definizione e che saranno confermate, se non peggiorate, dai “negoziati” con la Troika del 5 novembre. La Confederazione sindacale del settore privato (GSEE) e quella del settore pubblico (ADEDY) hanno indetto un giorno di sciopero generale per il 6 novembre. Un settore dei trasporti pubblici (metro, traghetti, treni) entreranno in sciopero il 5 novembre.

Risoluzione politica del Congresso di DEA

Maria MpolariL’approfondimento e la continuazione della crisi del capitalismo internazionale si combinano con la crisi politica in Grecia. Questa combinazione genera una accentuata polarizzazione socio-politica e la prospettiva di una accelerazione spinta del processo in corso.

1.1 Le classi dominanti non possono continuare a governare come in precedenza

La pretesa success story economica del Primo Ministro Antonis Samaras (Nuova Democrazia) e del Ministro delle Finanze Yannis Stournaras è già fallita. La sola “promessa” che la borghesia può fare è quella di un prolungamento sine die di una severa austerità, di una permanenza duratura di livelli ineguagliati di disoccupazione. Nessuna “luce” appare “in fondo al tunnel”. Nonostante l’imposizione di terribili privazioni di ogni ordine e grado, il debito è salito vertiginosamente e ha raggiunto un livello superiore a quello del 2009. Si stima che alla fine del secondo trimestre 2013 raggiungerà 317 miliardi di euro e ciò rende sempre più probabile la prospettiva di un nuovo Memorandum (dettato dalla Troika) e di nuove misure di austerità.

Sul piano politico, Nuova Democrazia (ND) non può far fronte alla crisi della direzione politica borghese. Malgrado il sostegno scandaloso di tutte le forze dell’establishment (mass media, grandi capitalisti, centri di potere internazionali), l’influenza della coalizione al potere (ND e PASOK) resta debole. La coalizione rischia di perdere le elezioni nel caso in cui fossero anticipate. La svolta ancora più a destra di Samaras ha creato più problemi di quanti non ne abbia risolti e questa frazione di ND deve oggi affrontare un’ “opposizione interna”. In tal modo, anche politici notoriamente di estrema destra e membri di ND, come Nikos Dendias, ministro dell’ “ordine pubblico”, e Makis Voridis, ex ministro delle infrastrutture, sono stati costretti, malgrado il recente orientamento politico di apertura ad Alba Dorata, ad “affrontare” quest’ultima affinché ND mantenga un certo controllo sugli sviluppi politici e alimenti la speranza di ottenere il primo posto in caso di elezioni.

Il centrosinistra, la forza che aveva avuto tradizionalmente il compito di organizzare i compromessi e la gestione delle controriforme, somiglia a uno zombie. La socialdemocrazia in Grecia si sta liquidando a un ritmo senza precedenti in Europa, a causa della rabbia della base sociale che un tempo rappresentava. Nei sondaggi, il PASOK di Evangelos Venizelos, vice primo ministro, si attesta sulla soglia del 5% dei voti, che consente l’accesso al parlamento. Alcune schegge fuoriuscite dal PASOK stanno provando invano a “ricomporre” una forza tale da costituire la versione greca dell’ “Ulivo” italiano (di cui uno dei fondatori era Romano Prodi). Tutte le forze (ad esempio la Sinistra Democratica-DIMAR di Fotis Kouvelis) che dovessero impantanarsi in questa palude, saranno rapidamente “ridotte a brandelli” dagli effetti della crisi e dagli shock socio-politici, a causa della rabbia delle masse lavoratrici e degli strati popolari.

La riorganizzazione della socialdemocrazia sarà impossibile fintanto che una politica di concessioni elementari e di dialogo sociale sarà fuori discussione per la classe dominante.
La crisi di direzione da parte dei partiti borghesi tradizionali crea un rischio di autoritarismo, una svolta antidemocratica verso uno “Stato forte” e un “potere dal pugno di ferro”. La crescita di Alba Dorata (con il sostegno scandaloso degli apparati di Stato) era e resta un elemento per la concretizzazione di una simile prospettiva.

Di fronte a questa minaccia, la nostra sola difesa è la forza del movimento dei lavoratori in Grecia, la forza che ha sostenuto la crescita della sinistra (e soprattutto di Syriza), la forza che ha imposto la prima battuta d’arresto ad Alba Dorata dopo l’omicidio di Pavlos Fyssas, la sola forza in grado di schiacciare completamente i neonazisti e difendere i diritti e le libertà democratiche.

1.2. Le classi subalterne non vogliono più essere governate come prima

Di fronte alle politiche di austerità, la classe operaia e il popolo greco hanno risposto con una resistenza duratura e forte, al più alto livello in tutta Europa. Nel corso degli ultimi tre anni, l’establishment ha pensato a più riprese di essersi sbarazzato di un’opposizione forte. Ma ogni volta ha dovuto molto presto costatare la rinascita del movimento di resistenza. Lì c’è la risposta a quanti pretendono che oggi “la gente abbia perso la volontà di battersi”, affermazione fatta, soprattutto nella cerchia dirigente dei sindacati, allo scopo di colpevolizzare i salariati e le salariate e per non fare i conti con le loro proprie insufficienze o, più chiaramente, i loro tradimenti rispetto ai bisogni e le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

Le direzioni sindacali, in particolare socialdemocratiche, portano una responsabilità storica in materia. Accettando i Memorandum per cercare di salvare gli apparati sindacali (costituiti prima della crisi attraverso una spartizione tra i partiti dominanti) contro i diritti dei lavoratori, hanno condotto i sindacati a una crisi storica, proprio nel corso di un periodo di lotte di massa dei lavoratori. Questa situazione, insieme al ritardo nello sviluppo di organizzazioni sociali di lotta alternative, è sfociata in una mancanza critica di “armi di difesa” per la classe operaia in periodo così cruciale.

La combinazione di tutti questi fattori crea una situazione singolare, strana. Da una parte, la classe operaia sembra incapace di una risposta all’altezza, dunque di fare immediatamente piazza pulita dei Memorandum e delle politiche di austerità. Dall’altra i cittadini e le cittadine sostengono la sinistra con una forza finora ineguagliata. Vogliono una soluzione politica (un “governo di sinistra”) la cui attrattiva è forte e resta popolare, nonostante gli attacchi di tutti gli strumenti del potere contro tale eventualità.

2. Un governo di sinistra

Nel contesto di questa impasse politica e della polarizzazione estrema tra le principali classi sociali, un “governo di sinistra” in Grecia non può essere una ripetizione pacifica dei governi di (centro)sinistra che l’Europa ha conosciuto nel corso degli ultimi venti anni, come il governo della “sinistra plurale” in Francia o quello di Romano Prodi in Italia.

E non può neanche giovarsi di una stabilità sul modello dei “vecchi” i governi cosiddetti di sinistra in America latina (come il mantenimento duraturo del potere del Partito dei Lavoratori in Brasile, che godeva della tolleranza della borghesia in un contesto economico e sociale ben diverso).
Chi dentro Syriza pensa di poter ripetere queste formule nuota nell’utopia.

Un governo di sinistra, immerso nella profonda crisi della Grecia attuale, non potrà che accettare l’“azzardo”. O sarà forzato a tradire quasi immediatamente le aspettative popolari e dei salariati, condannandosi a una fine tragica o, al meglio, “grottesca”, o sarà costretto ad attuare politiche che rovescino le scelte politiche cruciali della classe dominante e della sua direzione, appellandosi alla discesa “in campo” dei movimenti sociali e aprendo la strada a cambiamenti radicali che vadano ben oltre una semplice conquista parlamentare governativa del “potere”.
È a questo genere di dilemmi e di lotte che dobbiamo essere preparati. Il nostro obiettivo è rovesciare Samaras per cancellare i Memorandum, per porre fine all’austerità, per schiacciare totalmente i neonazisti, per raggiungere gli obiettivi di un vero governo di sinistra.

Dovremo quindi condurre una lotta, di cui non si può predire l’esito, per l’orientamento programmatico e politico di tale governo, per il suo carattere di classe. Dovremo difendere il governo di sinistra dagli attacchi della destra, ma dovremo anche difendere la classe operaia contro le deficienze, le esitazioni o (il che è lungi dall’essere impossibile) le svolte a destra della sinistra di governo.

Ribadiamo la nostra opinione che il governo di sinistra non sia lo scopo finale (che secondo alcuni potrebbe salvare la gente, il paese, ecc…) ma uno stadio transitorio in grado di aprire la strada a un’emancipazione socialista o al contrario crollare dopo una sconfitta vergognosa.

In questo contesto è evidente che gli sviluppi all’interno di Syriza sono un fattore cruciale. Il Congresso di DEA approva e conferma le iniziative del Comitato centrale uscente per la formazione di una corrente della sinistra radicale dentro Syriza, grazie all’alleanza della Piattaforma di sinistra. Nel futuro prossimo, DEA sosterrà il più possibile la costituzione e il concreto consolidamento della Piattaforma di sinistra in termini programmatici, politici, tattici e organizzativi.

Crediamo che le scelte a venire saranno sempre più difficili e conflittuali. Per questo motivo porremo l’accento sulla costituzione indipendente del Red Network (coalizione di diverse forze) e il sostegno a Rproject.gr in quanto “organo” di questa rete. Dobbiamo radunare con urgenza tutti i militanti di Syriza che possano e vogliano agire secondo le nostre concezioni, le nostre opzioni politiche e il timing politico, così importante in un contesto simile.

3. Comitati popolari

La scelta di costruire comitati popolari, come proposto a partire dalla Piattaforma di sinistra e accettato da Syriza in generale, riveste un’importanza cruciale.

Questo approccio deve rispondere alla questione dello sviluppo di una relazione stringente con i militanti che non sono in Syriza e, cosa ancor più importante, può offrire una prospettiva ai membri di Syriza, in particolare agli aderenti e simpatizzanti della Piattaforma di sinistra, sulla forma che può assumere l’unità d’azione dell’insieme della sinistra, tenuto conto dell’orientamento settario del Partito comunista (KKE) e, in maniera meno evidente, di Antarsya (coalizione eterogenea di una parte della sinistra radicale).

L’opzione in favore dei comitati popolari di resistenza (illustrati già da qualche decina di esempi nel paese) risponde a una modalità di unificazione delle iniziative e delle lotte sociali contro l’austerità, così come delle mobilitazioni antifasciste.

Ma ancor più importante è il fatto che questa opzione getta le basi che permettono di rispondere a una domanda cruciale: il ritardo nello sviluppo di organismi sociali in cui i partecipanti in prima persona presentino le loro proprie rivendicazioni e definiscano le tattiche da adottare, il che implica una partecipazione attiva, fattore di politicizzazione. Consideriamo che i comitati popolari di resistenza siano uno strumento strategico permanente. Vorremmo che evolvessero in organismi di lotta capaci di impegnarsi per la caduta del governo Samaras e, su questa scia, ad essere “embrioni” di un’organizzazione indipendente delle classi lavoratrici e delle masse popolari, al fine di affrontare le sfide che dovranno sostenere nell’ipotesi della formazione di un governo di sinistra.

4. DEA e le sue prospettive

Nel recente passato, siamo stati in prima linea contro gli attacchi mirati alle organizzazioni della sinistra rivoluzionaria all’interno della coalizione di Syriza. In altre parole, contro una pressione molto forte all’ “autodissoluzione”. In seguito al Congresso di fondazione di Syriza (10-14 luglio 2013), la pressione si è allentata, tanto più che se ne sono riconosciuti gli aspetti ipocriti riguardo alle argomentazioni sulla necessità di una “dissoluzione” delle organizzazioni. Per noi ciò rende più facile la ferma difesa dei nostri “campi d’azione” (stampa, iniziative, prese di posizione ecc…) e al tempo stesso la piena partecipazione alle attività di Syriza. Ciò dovrebbe porre un argine a ogni tentativo di rimettere all’ordine del giorno il tema dell’ “autodissoluzione”.

Ma non è abbastanza. La sfida principale è riuscire a costruire un’organizzazione più ampia, più seria, più ancorata nel terreno sociale e in grado di consentire l’unità di azione del più ampio fronte delle correnti di sinistra, prima e durante le decisive battaglie sociali e politiche che ci attendono.

Con questa prospettiva, il Congresso dà mandato al nuovo Comitato centrale di lavorare a:

  • una “riorganizzazione democratica” più ampia di DEA, in ottemperanza dei nuovi statuti adottati (che sono stati uno dei punti di discussione del Congresso)
  • il ridispiegamento delle forze organizzate di DEA allo scopo di organizzarne il funzionamento su scala regionale, con l’obiettivo di una crescita rapida dell’organizzazione (che si è verificata durante gli ultimi mesi)
  • un rafforzamento sistematico della nostra presenza nei luoghi di lavoro, allo scopo di approfondire il radicamento sociale. La costituzione di strutture di raggruppamento dei/delle salariati/e per settori di lavoro, processo già cominciato negli ospedali, nelle scuole ecc… ne indica il percorso
  • la prosecuzione e il rafforzamento della nostra azione antifascista e antirazzista, in stretto contatto con le lotte contro l’austerità sociale
  • l’accentuazione del nostro lavoro organizzato tra i giovani con il nostro coinvolgimento nel processo di fondazione dei Giovani di Syriza
  • l’impegno più attivo possibile nei comitati popolari esistenti e per moltiplicarli
  • il funzionamento più organizzato, in quanto tale, del Red Network e del Rproject.gr
  • il successo del processo di fusione con i compagni di Kokkino e di APO, ponendo l’accento sulla necessità, come elemento di questo processo, di guadagnare uno strato più largo di militanti politici
  • la fondazione dell’Istituto Pantelis Pouliopoulos, che dovrebbe facilitare l’estensione del dibattito ideologico e politico, pubblicazioni e svariate iniziative pubbliche, ecc…
  • l’intensificazione della diffusione della nostra stampa (Ergatiki Aristera) e il rilancio di una rivista teorica e politica. Il Consiglio nazionale (organismo che riunisce i rappresentati dei diversi gruppi locali) non ha ancora discusso e deciso il carattere di questa rivista

I compiti e le iniziative qui indicate condividono un obiettivo: il rafforzamento ideologico, politico e organizzativo di DEA per affrontare con successo le “tempeste” venture.