Anche i bancari contro l’austerità

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La classe lavoratrice affronta il progetto lucido e criminale del padronato italiano ed europeo, del sistema finanziario e delle forze politiche ed economiche che gestiscono le istituzioni europee: la distruzione dei diritti del lavoro e dello stato sociale, la riduzione dei salari e il mantenimento di una vastissima disoccupazione, al fine di dividere, ricattare e sfruttare fino in fondo l’insieme delle lavoratrici e lavoratori, disoccupati e migranti.

Gli strumenti per realizzare questi obiettivi, gestiti dalla Troika (FMI, Banca Europea, Commissione Europea), sono le politiche liberiste dell’austerità condensate nel cosiddetto Fiscal compact e nel vincolo di pareggio di bilancio inserito nelle costituzioni nazionali. Le leggi di stabilità che ciascun governo nazionale deve realizzare in questo periodo hanno queste brutali finalità.

QUESTA LOGICA E’ ARRIVATA ANCHE NELLE BANCHE

Si rivive anche nel mondo del credito quello già visto in altri settori dove con la scusa della crisi vengono attaccati retribuzione e diritti (ricordate la battaglia del duo Monti-Fornero sull’articolo 18?)

La disdetta da parte dell’Abi del contratto di categoria ha come fine ultimo quello di mandare in soffitta l’istituto del contratto nazionale puntando ad una contrattazione aziendale che divida ed indebolisca i lavoratori (anche questa pratica già vissuta da altri settori ricordate Marchionne?)

Nell’analisi fatta dalla parte padronale ad agosto, si addossano tutte le responsabilità delle difficoltà del settore ai lavoratori definiti come anziani e inadeguati alle nuove sfide del sistema.

Per i padroni sono sempre i lavoratori ad essere il costo più rilevante delle aziende, oltre che numericamente troppi !!!

Abi si dimentica però di citare chi sia stato l’artefice della crescita abnorme delle filiali, chi il responsabile della concessione del credito inesistente e faziosa, che si è servito della finanza creativa per generare profitti senza avere nessuna attenzione sulle ricadute economiche e sociali.

I banchieri super pagati che guidano banche decotte, indagati per i più vari reati chiedono ai lavoratori sacrifici per supportare il settore, sacrifici che consentano la ripresa, quando sono stati proprio loro ad utilizzare i soldi dati dalla bce per comprare titoli di stato invece che utilizzarli per concedere credito: speculazione sulla speculazione e per di più coi nostri soldi!

DOBBIAMO ROVESCIARE QUESTA LOGICA

A PAGARE NON DEVONO ESSERE I LAVORATORI !!!

Occorre avviare una lotta per un nuovo contratto che tuteli diritti e salario :

  • no alla mobilità territoriale totale e all’orario prolungato;
  • riduzione dell’orario di lavoro;
  • aumenti salariali uguali per tutti e non finanziati con partite di giro con TFR e previdenza integrativa;
  • tetto massimo alla retribuzione dei manager (top e middle);
  • blocco dei processi di esternalizzazione e cessione di ramo d’azienda

Di fronte a situazioni di crisi e fallimento occorre che le banche siano nazionalizzate senza dare un soldo a chi ha già fatto enormi profitti e, soprattutto, è alla origine del fallimento.

MA OCCORRE ANDARE OLTRE

Le mobilitazioni del 18 e 19 ottobre hanno dimostrato che può ripartire un processo unitario di iniziativa e di lotta per ricomporre le tante resistenze, le lotte sociali, per l’occupazione, il salario, il reddito, i diritti, che pure sono in corso nel nostro paese, ed anche per scuotere qualche settore sindacale tradizionale da torpore e opportunismo, nell’ottica della costruzione di un movimento di massa che si batte contro le politiche di Austerity, cosi come accade in molti paesi Europei e non solo.

POSSIAMO E DOBBIAMO INVERTIRE LA ROTTA

La dinamica che si è prodotta a partire dal 18/19 offre nuove potenzialità positive: bisogna utilizzare la forza propulsiva di quelle giornate per individuare altri momenti di lotta (la manifestazione del 16 novembre in Val Susa è un primo appuntamento che già riguarda tutti), per definire obbiettivi e contenuti (compresi vertenze precise per mantenere la continuità della lotta e per il raggiungimento di determinate tappe) che facciano maturare la coscienza della necessità di marciare insieme contro i padroni e il loro governo. Organizzare significa anche favorire la massima partecipazione, la democrazia più larga tra quelli che partecipano per decidere insieme contenuti, forme di lotte, percorsi di lavoro, cioè per favorire l’autorganizzazione democratica dei movimenti sociali e di classe.

SINISTRA ANTICAPITALISTA CON I LAVORATORI DEL CREDITO

info 3384613976 – www.anticapitalista.org