Torino, LEAR, rialzare la testa

di Stefano Giribuola, rsu Fiom in Lear (Grugliasco –To)

Lear grugliascoNell’era Marchionne lo sciopero è il nemico, lo strumento che le aziende devono soffocare con ogni mezzo e pressione/repressione.

Del resto in tutte le realtà che fanno parte della galassia Fiat Auto o dell’indotto primario, questa “ricetta” è stata recepita e messa in atto senza scrupolo … avendo il coltello dalla parte del manico grazie ai ricatti sullo spostamento delle produzioni all’estero o non realizzando gli investimenti promessi.

Questo è capitato anche alla Lear di Grugliasco -multinazionale dell’indotto auto che produce i sedili delle vetture Maserati fabbricate in O.M.G. (la ex-Bertone) – dove la direzione aziendale si è mossa catechizzando i lavoratori, chiedendo loro una cesura con il passato, un cambio di mentalità …”Abbiamo tutti la scritta Lear sulla maglietta, siamo tutti una grande famiglia”. È’ chiesto un cambio di mentalità e una cesura con un passato di grande vertenzialità sindacale.
La paura di essere rimessi in cassa integrazione e l’assenza per quasi due anni dei rappresentanti sindacali in officina, hanno fatto la loro parte e molti lavoratori/trici per paura hanno chinato la testa: in una crisi feroce e senza fine come questa, il lavoro è l’unica speranza di arrivare a fine mese, anche se con qualche affanno.

E l’azienda ha approfittato di tutto ciò, ricorrendo selvaggiamente a straordinari per far fronte alle lacune del processo produttivo, chiedendo un pezzo in più di produzione a lavoratori già saturi.

Le vetture “premium”, le vetture di lusso, sono molto più difficili e faticose da produrre e i sedili non fanno eccezione. Gli sforzi prolungati hanno ricadute devastanti sull’organismo muscolo-scheletrico degli operai/e.

Si dovrebbe ricercare la qualità, la cura, l’attenzione ai particolari e l’attenzione ai lavoratori, che con capacità artigianale lavorano su un simile prodotto. Li si dovrebbe ascoltare per migliorare la fattibilità del prodotto, del processo produttivo.

Invece l’attenzione è solo rivolta all’aumento procapite di produzione. E non si ascoltano nemmeno i rappresentanti dei lavoratori che da almeno nove mesi ripetono che questa strada porta alla distruzione.

Per questi motivi venerdì 25/10/2013, dopo l’assemblea sindacale, i lavoratori della Lear sono scesi in sciopero, con percentuali notevolissime di adesione,in una realtà dove ancora serpeggia la paura di perdere il posto di lavoro: 100% sul primo turno e 96% di scioperanti sul secondo. Questo perché si può anche essere impauriti, ma la dignità alla fine è prevalsa.
Siamo uomini e donne, non macchine (come vorrebbe il marchionnismo) … la paura può far chinare la testa per un po’, ma poi la testa si rialza a guardare negli occhi – in segno di ritrovata stima e fiducia in se stessi – coloro, figli del Capitalismo Selvaggio, che ti vorrebbero connivente con il loro sistema.

I lavoratori della Lear di Grugliasco hanno detto BASTA!

Sperando che il loro esempio possa essere seguito da altri.

Grugliasco, 28 ottobre 2013