Francia, legge di bilancio 2014. “Prendere alle classi popolari per dare ai ricchi”

Visto l’ormai imminente presentazione della legge di stabilità (il nome che ha assunto la tradizionale legge finanziaria nel contesto dell’Unione europea) e viste le diffuse illusioni coltivate a sinistra su di una presunta “diversità” della politica economica e sociale del governo “socialista” francese di François Hollande, pubblichiamo il commento del sito del Nouveau Parti Anticapitaliste francese al progetto di legge finanziaria presentato pochi giorni fa dal governo d’Oltralpe.

di Sandra Demarcq (da http://www.npa2009.org/)

CGTIl 25 settembre il progetto di legge finanziaria per il 2014 è stato presentato al consiglio dei ministri francese Hollande-Ayrault. Due le direzioni di marcia: 15 miliardi di euro di tagli, 3 miliardi di euro di nuove tasse. In breve, un bilancuio di austerità ancora più grave per la maggioranza della popolazione… risparmiando, ancora una volta, le imprese e i più ricchi.

Secondo il governo dovrebbe essere una legge di bilancio “per la crescita”. orientato a “favorire l’occupazione e il potere d’acquisto”. Ma guardandola più da vicino ci si accorge molto rapidamente che in realtà non farà che aggravare l’austerità per le classi popolari. Sulla base di una crescita per lo meno modesta, il governo continua a fissarsi come obiettivo la riduzione del deficit pubblico, nella misura di un 3,6% del PIL in meno nel prossimo anno (dopo la riduzione del 4,1% nel 2013), cioè circa 18 miliardi di euro.

Per arrivare a trovare questi 18 miliardi, il governo punta su 15 miliardi di tagli e su 3 miliardi di nuove entrate, cioè di nuove tasse. Per tacitare ogni polemica sulla “rapina fiscale”, il governo sottolinea che l’80% dei 18 miliardi è fatto di tagli di bilancio e che solo il 20% da aumenti fiscali, dimenticando nel suo “sapiente” calcolo di considerare anche l’aumento dell’IVA che decorrerà dal 1° gennaio e l’aumento delle trattenute previdenziali…

Austerità su tutti i piani

Tra i 15 miliardi di tagli, 6 incideranno sulle spese sociali, 2,9 dei quali sull’assistenza sanitaria. Secondo il governo, esse si concretizzeranno principalmente in diminuzione dei prezzi dei farmaci, di alcune tariffe specialistiche, delle spese sanitarie amministrative e in aumenti della produttività nel settore ospedaliero. Ma non è ancora noto in che cosa consisteranno questi tagli sulla sanità e, visto ciò che accade nel settore sanitario, c’è poco da stare sicuri.

Un taglio brutale anche sulle spese direttamente statali, di circa 9 miliardi di euro per il 2014, 2,6 dei quali sulle “spese di funzionamento”; 3,3 sui “trasferimenti ad altri enti” e 2,6 sulla voce “altre spese”…

Dietrio queste cifre si nascondono ancora una volta il psti di lavoro che saranno sacrificati: il mantenimento del blocco delle retribuzioni per la maggioranza dei pubblici dipendenti, da 2 a 3 miliardi di euro in meno per gli enti pubblici e per gli enti locali… Altrettanti servizi pubblici in meno per la popolazione.

Le imprese e i più ricchi coccolati

L’altra faccia del progetto di legge finanziaria francese per il 2014 verte sull’aumento delle entrate per 3 miliardi di euro.

A sentire il governo si potrebbe pensare che abbia deciso di tassare sia le imprese che i privati. Ma ancora una volta, il governo mistifica! Certo, si predispongono nuove tasse sulle imprese, ma gli sgravi e le esenzioni, in particolare nel quadro della famosa “terapia d’urto per la competitività” faranno sì che le imprese non pagheranno niente di più, anzi che vedranno perfino calare la tassazione su di esse.

Il Credito di imposta per la competitività e l’occupazione (CICE) porterà alle imprese 10 miliardi nel 2014, e a pagare saranno le famiglie, cioè tutti i francesi: con più di 5 miliardi di aumento dell’IVA, la fiscalizzazione degli aumenti dei contributi previdenziali (1,2 milardi), l’abbassamento del quoziente familiare (1 miliardo), 1 miliardo di fiscalizzazione dei contributi sanitari, la riduzione delle tasse per le spese dell’istruzione (440 milioni)…

A tutto ciò si aggiungono le misure in materia di fiscalità ecologica, come il contributo clima-energia che non rimette in discussione le esenzioni di cui continueranno a beneficiare i settori dei trasporti, dell’agricoltura e della pesca.

Opponiamoci, oggi!

La legge finanziaria 2014 del governo Hollande si iscrive tra le politiche di austerità dell’insieme dei paesi europei. Pierre Moscovici (l’attuale ministro dell’Economia e delle finanze del governo francese, ndt) ha incontrato la Commissione europea per dimostrare che la Francia si comportava bene e che rispettava i criteri del Patto di stabilità. Il governo conferma dunque che preferisce proteggere i ricchi e fare le scarpe alle classi popolari.

E’ questa l’emergenza a cui far fronte! l’urgenza di opporsi a questa politica classista che non fa che accentuare le diseguaglianze, la precarietà e la disoccupazione e che permette ai più ricchi di fare sempre e sempre di più profitti. Opporsi chiaramente, nella più larga unità, senza paura dello scontro.

Sandra Demarcq