Secondo seminario IIRE sull’ecologia, 1-3 marzo 2013

logo-ecolosem-2013-300Un rapporto di lavoro Il secondo seminario sull’ecologia organizzato dall’IIRE (International Institute for Research and Education) della Quarta Internazionale rappresenta un significativo passo avanti per le sezioni della Quarta Internazionale e le organizzazioni fraterne. La presenza di membri delle direzioni nazionali è la prova che il nostro lavoro e le nostre attività legate alla crisi ecologica stanno crescendo, e anche che la nostra alternativa ecosocialista al sistema capitalista sta diventando sempre più un interesse centrale dei partiti di molti paesi. È stato anche il risultato dell’integrazione delle risoluzioni degli ultimi due congressi mondiali sulla crisi ecologica.

Introduzione generale

Il seminario è iniziato con un’introduzione generale sullo stato attuale del pianeta in relazione a nove elementi della crisi ecologica, il più importante dei quali è l’attuale cambiamento climatico, dovuto al riscaldamento globale. Sono stati discussi altri elementi della crisi ambientale globale: l’acidificazione degli oceani, l’evoluzione della fascia stratosferica globale dell’ozono, i cicli dell’azoto e del fosforo, la perdita di biodiversità, l’uso dell’acqua dolce, i cambiamenti nell’uso della terra, l’aumento di aerosol e di particelle di polveri ultrasottili nell’aria, e l’avvelenamento chimico della biosfera. Per ciascun elemento, gli scienziati cercano di stabilire la soglia critica e il tempo dei futuri punti di non ritorno. Questa panoramica ha inserito cifre concrete e scale temporali sull’idea generale che gli ecosistemi del pianeta non sono illimitati. Nella discussione generale, i partecipanti hanno esaminato la questione demografica, hanno discusso aspetti generali di diverse campagne contro il cambiamento climatico e per la giustizia globale, la lotta contro nuove forme di estrazione del petrolio (petrolio estremo) e la resistenza dei popoli indigeni contro la privatizzazione delle loro terre e territori.

Amic/he/i e compagn/e/i da Belgio, Brasile, Euskadi, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Norvegia, Filippine, Quebec, Russia, Stato Spagnolo, Svizzera, USA hanno partecipato e presentato rapporti su specifiche lotte ecosocialiste nei loro paesi.

Rapporti dei partecipanti

I rapporti di venti minuti dai diversi paesi erano molto differenziati e riflettevano attività e sviluppi teorici in diversi paesi. C’è stata un’introduzione generale sull’ecofemminismo. Una storia del movimento antinucleare in Germania, che ha spiegato perché una larga maggioranza della popolazione tedesca rimane ostile all’energia nucleare e, dopo Fukushima, ha obbligato la Merkel a chiuder tutte le centrali nucleari.

L’esperienza di alcune lotte ecosocialiste vittoriose da parte dei popoli indigeni in America Latina si è posta in netto contrasto con la mancanza di lotte contro le trivellazioni in profondità al largo delle coste in Brasile.

La maggioranza dei partecipanti non sapeva molto delle nuove lotte ecologiche dei giovani in Russia, iniziate nel 2010 quando il regime di Putin voleva costruire un’autostrada attraverso l’antica foresta di Khimki vicino a Mosca. Due giovani compagni russi hanno riportato altri esempi di nuove lotte che si svolgono in Russia contro l’inquinamento, contro i progetti di megadighe, ecc. Questo movimento è stato criminalizzato dal regime, un partecipante russo, accusato di terrorismo nelle lotte per la protezione della foresta di Mosca, è riuscito a ottenere asilo politico in Europa.

L’esperienza delle lotte ecologiche nell’isola di Mindanao è affascinante. Combina la difesa delle terre ancestrali dei popoli indigeni con la lotta per la sovranità alimentare contro l’agroindustria, la riconversione dall’agricoltura chimica all’agricoltura organica-ecologica-sostenibile in diverse regioni e villaggi. Questa attività va avanti da diversi anni e grazie a questo progetto sono state salvate oltre cento varietà di riso e sono stati applicati nuovi metodi di uso di fertilizzanti organici.

Dall’Europa abbiamo rapporti sulla lotta contro la privatizzazione dell’acqua nell’Aragona (Stato Spagnolo), su varie lotte vittoriose contro dighe e impianti nucleari negli ultimi venti anni in Euskadi, sull’attuale campagna vincente in Francia contro il megaprogetto di un nuovo aeroporto a Notre Dame des Landes, sull’attività ecosocialista a Ginevra (Svizzera), e sulla campagna one million climate jobs [un milione di posti di lavoro per il clima] in Gran Bretagna. Questa particolare campagna è importante perché dimostra la possibilità di lavoro congiunto con i grandi sindacati, collegando la giustizia sociale con la lotta contro il cambiamento climatico.

Un giovane attivista socialista dagli USA, membro di Solidarity, ha spiegato che c’è una nuova generazione di giovani che stanno entrando in lotta contro il progetto del megaoleodotto dalla provincia di Alberta, in Canada, fino al golfo del Messico, per trasportare il petrolio pesante estratto dalle sabbie bituminose. Il fatto che è probabile che Obama lo approvi distruggerà ogni illusione che alcuni di questi giovani hanno ancora nel partito democratico.

In Canada, sono principalmente le “prime nazioni”, cioè i popoli indigeni o autoctoni del Canada che non sono né Inuit, né Métis (Meticci) delle province dove sono estratte le sabbie bituminose, che stanno entrando in lotta contro il cambiamento climatico, contro la Stato canadese. Susan Caldwell ha definito il Canada il più importante “Stato canaglia “ che attacca il clima globale.

Un compagno dell’Algeria purtroppo non è potuto venire al seminario, quindi la crisi ecologica del Nord Africa non è stata discussa.

Valutazione generale e progetti per il futuro

Dopo due intense giornate di discussione generale e rapporti delle diverse esperienze, domenica abbiamo dedicato il tempo a tracciare un bilancio del seminario e discutere progetti per il futuro.

Progettiamo di tenere un seminario sull’ecologia ogni due anni. Attiveremo una lista di discussione sull’ecologia per scambi tra tutti noi e altr/e/i compagn/e/i e amic/he/i interessat/e/i. Formeremo un gruppo di coordinamento con europei e completato con una persona dell’America Latina e una dell’Asia.

Il gruppo di coordinamento lavorerà su una lista di questioni relative alla nostra partecipazione alle lotte ecologiche, allo scopo di avere una visione più ampia delle nostre attività in questo campo in diversi paesi.

Il gruppo ecosocialista di SolidaritéS (Svizzera) propone di organizzare una conferenza europea sulla nostra visione dell’ecosocialismo come progetto anticapitalista, internazionalista e femminista radicale.

Le/I/ compagn/e/i francesi propongono di lavorare nella prospettiva di una grande manifestazione a Parigi durante il vertice delle NU sul clima nel dicembre 2014.

Le/I compagn/e/i delle Filippine puntano a organizzare seminari ecologici centrati sulle questioni specifiche della regione.

I risultati del seminario dovrebbero essere discussi in tutte le sezioni della Quarta Internazionale e negli organi dirigenti dell’Internazionale.

Pubblicazione

Se troveremo spazio e tempo, i rapporti, assieme agli articoli che si aggiungeranno, produrranno un’antologia delle lotte ecosocialiste. Tutti i rapporti del seminario saranno postati sul sito web dell’IIRE come file audio nelle tre lingue [francese / inglese / spagnolo].

Marijke Colle