Mobilitare le persone ordinarie contro l’imperialismo e il fascismo

I CONFERENZA INTERNAZIONALE ANTIFASCISTA

26-29 marzo 2026

PORTO ALEGRE – BRASILE

Programma completo

Intervista a Gabi Tolotti dirigente del PSOL brasiliano raccolta e tradotta da Luc Mineto il 17 febbraio 2026

La presidente del PSOL-Rio Grande do Sul illustra il contesto politico in cui si sta preparando la conferenza.

Dal 26 al 29 marzo, la città di Porto Alegre, nel sud del Brasile, ospiterà la prima Conferenza internazionale antifascista per la sovranità dei popoli. Come è nata l’idea di organizzare questa conferenza internazionale?

Ci troviamo al centro di un intenso dibattito sul futuro del mondo: il popolo brasiliano ha attraversato il tragico mandato del governo Bolsonaro, ha affrontato il suo progetto autoritario e ne ha tratto insegnamento. Dopo un’intensa mobilitazione sociale e politica, Bolsonaro ha subito una sconfitta elettorale. Ma il bolsonarismo è ancora presente nella società. E non si tratta solo di un problema brasiliano, ma di un problema che riguarda gli interessi della classe operaia e dei popoli di tutto il mondo. L’estrema destra governa o è in procinto di accedere al potere in quasi tutta Europa. Altrove, mostra la sua forza e mette sotto pressione i governi che si definiscono democratici e popolari, così come i vari tipi di governi liberali.

L’ascesa dell’estrema destra è accompagnata dall’emergere di organizzazioni chiaramente fasciste o neofasciste.

Porto Alegre è una capitale di Stato con importanti tradizioni e aspirazioni democratiche. È qui che si sono tenute le prime edizioni del Forum sociale mondiale. La città costituisce un terreno fertile per costruire l’unità tra forze militanti, influenti nella società, a livello elettorale ma anche politico e ideologico, definendo come priorità la lotta contro l’estrema destra su più fronti, sulla base di accordi di unità politica, nel rispetto delle nostre differenze.

La conferenza, inizialmente prevista per il 2024, si intitolava allora semplicemente Conferenza antifascista. Perché questo cambio di nome?

La conferenza avrebbe dovuto tenersi inizialmente nel 2024, ma abbiamo dovuto rinviare il progetto a causa delle inondazioni che hanno colpito il Rio Grande do Sul, una terribile tragedia politico-ambientale. Ma non avevamo abbandonato l’idea di organizzare questo evento, che rappresenta una necessità storica, una risposta delle organizzazioni che vogliono lottare insieme contro l’ascesa dell’estrema destra, del fascismo, del neofascismo, comunque lo si voglia chiamare. 

Inizialmente si trattava della prima conferenza internazionale antifascista, mentre ora viene definita la prima conferenza internazionale antifascista per la sovranità dei popoli.

Questo cambiamento rappresenta una svolta politica volta a tenere maggiormente conto di due minacce molto profonde: la questione della lotta contro il fascismo, ovviamente, ma anche il modo in cui l’imperialismo minaccia la sovranità dei popoli. L’invasione del Venezuela da parte degli Stati Uniti e il rapimento del presidente Maduro dimostrano concretamente che si è trattato di un ampliamento opportuno.

Oltre al rapimento di Maduro e di Cilia Flores, che sono detenuti da due mesi dal governo americano, ci sono anche tutte le minacce che il governo statunitense ha proferito contro la Colombia e Cuba. Il cambio di nome è antecedente a questi eventi, ma nella pratica se ne conferma la necessità.

Chi partecipa alla conferenza?

Nel 2024, l’appello è stato lanciato inizialmente dal PSOL, dal PT, dal PcdoB (1) e dal Movimento dei lavoratori senza terra, oltre che da due sindacati del settore dell’istruzione (Durges e Cepers). Con il sostegno di Éric Toussaint, del CADTM, con cui il comitato locale è in costante dialogo, abbiamo iniziato a stabilire relazioni con organizzazioni di tutto il mondo e a costruire il carattere internazionale dell’evento. 

Quest’anno, più di un centinaio di entità brasiliane hanno già aderito alla conferenza. Enti importanti come l’associazione nazionale dei docenti universitari, quella dei lavoratori dell’istruzione, il sindacato degli insegnanti di Rio de Janeiro. Oltre a questo appello brasiliano, abbiamo organizzato riunioni periodiche di un comitato internazionale che riunisce organizzazioni e attivisti di tutto il mondo.

A livello internazionale, su iniziativa del CADTM, più di 1.200 attivisti hanno firmato un appello internazionale per rafforzare l’azione antifascista e anti-imperialista. Non tutti potranno essere presenti con noi a Porto Alegre, ma tutti sostengono l’iniziativa della conferenza.

È quindi evidente che la conferenza ha acquisito una grande ampiezza, che ormai è ben consolidata e che stiamo lavorando perché tutto si svolga nel migliore dei modi qui a Porto Alegre.

Come si sta preparando?

Oltre al comitato locale e a quello internazionale, alcuni paesi e alcune città hanno un proprio comitato. Così, ad esempio, in Argentina, da dove arriverà in Brasile una delegazione numerosa, gli attivisti sono organizzati in un comitato che riunisce decine di organizzazioni argentine, e il loro progetto è quello di arrivare con almeno due autobus, ovvero tra ottanta e novanta persone. Abbiamo anche un comitato in Cile, per esempio.

Stiamo organizzando delle pre-conferenze in alcune città del Brasile. Il 26 febbraio ce ne sarà una a San Paolo. Il 28 febbraio ce ne sarà un’altra a Pelotas, una città dell’entroterra dello Stato del Rio Grande do Sul, ed è così che i comitati organizzano le loro delegazioni per venire a Porto Alegre.

Quali saranno i punti salienti del programma?

La Conferenza internazionale antifascista per la sovranità dei popoli proporrà quattro tipi di attività, tutte di grande importanza. Vi parlerò brevemente di ciascuna di esse.

La marcia di apertura si terrà il 26 marzo alle 18:00 nel centro di Porto Alegre, e speriamo sia la più ampia possibile, che riunisca non solo chi è venuto alla conferenza, ma anche associazioni, partiti politici, personalità, la popolazione di Porto Alegre, per comporre questa marcia che sarà una marcia contro il fascismo, per la sovranità dei popoli, ma anche una marcia di tutte e tutti coloro che lottano per i propri diritti. Sarà uno dei momenti salienti della conferenza.

Avremo dieci conferenze tematiche distribuite tra venerdì, sabato e domenica. Queste tavole rotonde riuniranno personalità provenienti da ogni angolo del Brasile e del mondo. Sul sito web troverete il programma completo di ogni tema. Questa parte dedicata ai dibattiti è ovviamente l’altro punto forte della conferenza.

Un altro formato proposto è quello delle attività autogestite, per le quali sono state riservate delle fasce orarie affinché le organizzazioni possano proporre autonomamente attività, relatori e organizzazioni, poiché le dieci conferenze tematiche non saranno sufficienti a rendere conto della pluralità e della diversità delle lotte e dei compiti che le organizzazioni portano avanti nel quadro delle loro attività. Abbiamo quindi aperto questo spazio affinché le persone possano organizzare autonomamente le proprie attività.

E, a margine della conferenza, prima delle tavole rotonde ufficiali, giovedì 26, a partire dalle ore 14, si terrà il Forum delle autorità antifasciste, presso l’Assemblea legislativa del Rio Grande do Sul, al fine di riunire persone, istituzioni e organizzazioni che hanno esperienza nella gestione e nell’ambito istituzionale della lotta contro il fascismo e per il rafforzamento della sovranità dei popoli.

Sono attesi partecipanti da tutto il mondo: dall’America Latina e dal Nord America, dall’Europa, dall’Asia, dall’Oceania e dall’Africa. Per alcuni il viaggio sarà lungo e costoso… Come si organizzerà la solidarietà?

Riuniremo migliaia di persone. Ovviamente, gran parte dei partecipanti verrà dal Brasile, ma avremo alcune centinaia di organizzazioni e attivisti provenienti da vari paesi del mondo. È una ricchezza e dimostra la qualità della conferenza, ma ci pone anche nuove sfide. Questi viaggi sono lunghi e spesso molto costosi. Soprattutto se si considerano le disponibilità finanziarie delle persone provenienti dal Sud del mondo, inevitabilmente inferiori a quelle delle persone provenienti dai paesi che dispongono di maggiori risorse finanziarie. È quindi un vero rompicapo che stiamo cercando di risolvere. Stiamo cercando, insieme a tutti i sindacati e a tutte le organizzazioni qui a Porto Alegre, di ottenere il maggior numero possibile di alloggi solidali per le organizzazioni e gli attivisti dei paesi del Sud, i paesi che hanno più difficoltà a finanziare i propri viaggi.

Abbiamo già raggiunto un accordo con il CPERS, un sindacato del personale scolastico del Rio Grande do Sul, che metterà a disposizione 80 posti; stiamo negoziando per la delegazione argentina, che sta compiendo uno sforzo notevole per far arrivare due pullman dal proprio Paese. Inoltre, stiamo cercando altre sistemazioni più economiche e cerchiamo di soddisfare le esigenze di tutte le persone che dimostrano di aver bisogno di un alloggio solidale. Non abbiamo ancora una sistemazione per tutti, ma ci stiamo impegnando per cercare di trovarne il maggior numero possibile.

I partecipanti provenienti dall’Africa e dall’Asia incontrano enormi difficoltà nell’ottenere un visto, o anche solo nel presentare una domanda. Come affrontate questa questione?

Per quanto riguarda la questione dei visti, siamo in contatto con il Ministero degli Affari Esteri. Due deputate federali elette nel Rio Grande do Sul, Fernanda Melchionna e Maria do Rosário, hanno inviato una lettera formale a questo stesso ministero. La deputata Fernanda Melchionna si è impegnata molto durante gli incontri con il Ministero degli Affari Esteri affinché agli ospiti internazionali che vengono in Brasile per partecipare all’evento venga rilasciato un visto di cortesia (2). Stiamo quindi elaborando e definendo i protocolli di questo processo, ma esiste già un accordo con il Ministero degli Affari Esteri affinché otteniamo questo visto gratuito per coloro che ne hanno bisogno e che sono stati invitati a partecipare alla conferenza.

E dopo il 29, dopo l’assemblea generale ? 

La conferenza di Porto Alegre sarà una tappa importante in un percorso ben più lungo. È in discussione una Lettera di Porto Alegre. Essa costituirà un appello a lottare senza tregua e nel modo più unito possibile contro l’ascesa dell’estrema destra e l’aggressione imperialista, una dimensione essenziale del nostro progetto emancipatorio, socialista, ecologista, femminista, antirazzista e internazionalista.


[1] Partito Socialismo e Libertà, organizzazione fondata nel 2004 a sinistra del PT durante il primo mandato di Lula. I membri della IV Internazionale militano in questo partito. Il Partito dei Lavoratori è il partito di classe fondato nel 1980 e guidato da Lula. Il PCdoB è il Partito Comunista del Brasile.

[2] Visto concesso al di fuori delle categorie (turismo, lavoro, studi) e delle procedure classiche, per motivi ufficiali o istituzionali ma non diplomatici.