Migranti: l’Unione Europea vara la sua ICE, sul modello trumpiano

di Andrea Martini

Il testo prevede:

  • deportazioni verso paesi terzi con i quali le persone non hanno legami;
  • detenzione in centri di rimpatrio anche al di fuori del territorio UE senza alcuna garanzia di rispetto dei diritti (“modello Albania”);
  • controlli a tappeto (retate con profilazione razziale);
  • estensione dei periodi di detenzione amministrativa fino a 24 mesi, anche per minori e soggetti vulnerabili;
  • limitazione delle possibilità di ricorso, con termini brevi e mancata sospensione dell’esecuzione dell’espulsione;
  • perquisizioni in abitazioni private (home raids) e altri “locali pertinenti” (qui il modello è quello dell’ICE di Trump);
  • obblighi di segnalazione anche per addetti ai servizi pubblici (ad esempio, ospedali e medici di base).

Si tratta di un progetto che prevede un’ulteriore e gravissima limitazione per i diritti delle e dei migranti, e di una legittimazione comunitaria della demagogia con cui la destra (vedi Italia, ma non solo) indica negli stranieri un comodo pretesto per coprire la sua politica autoritaria e repressiva.

D’altra parte, il governo italiano ha già deciso di trasformare i suoi CPR in luoghi esplicitamente off limits, con il divieto per i reclusi di detenere telefoni cellulari con videocamera e, quindi di documentare le condizioni di detenzione, gli abusi e tutto quel che accade all’interno di questi luoghi.

Si è progettato di limitare i poteri di ispezione anche dei parlamentari nazionali ed europei (gli unici che ancora possono entrare senza autorizzazione e senza preavviso nei CPR) e di annullare il potere di ispezione dei deputati regionali. Mentre i medici che possono dare parere negativo alla reclusione nei CPR, sono sempre più sottoposti ad una grave pressione politica e giudiziaria.

Il recente “decreto sicurezza” ha introdotte pene molto severe per i migranti che partecipano a proteste nei CPR, comprese quelle definite di “resistenza passiva”.

La voltà è quella di legittimare il massimo dell’arbitrarietà (negazione del diritto alla difesa, del diritto alla salute, pestaggi, ecc) che è già quotidiana e “normale” nella gestione dei CPR. E di assolvere d’ufficio (con lo “scudo penale”) i responsabili di ignobili sopraffazioni e violenze su persone totalmente indifese.

Il nuovo regolamento europeo costituisce una vittoria dell’estrema destra europea nelle sue diverse sfumature, come vanta sui social il capogruppo meloniano a Strasburgo Carlo Fidanza. Il Partito popolare ha fatto fronte comune non solo con i “Conservatori”(il gruppo a cui aderiscono i meloniani di Fratelli d’Italia) e con i “Patrioti” (della Lega e di Orbàn), ma anche con la cosiddetta “Europa delle nazioni sovrane”, il gruppo a cui aderiscono l’AfD tedesca ed altri gruppi neonazisti.

Si può legittimamente dire che la destra più estrema ha imposto alla maggioranza centrista connivente la sua concezione razzista e suprematista, un ulteriore segno della sua marcia verso il potere negli stati e nelle stesse istituzioni comunitarie.