Difendere LFI, opporsi alla fascistizzazione

Olivier Lek Lafferrière. L’editoriale del settimanale L’Anticapitaliste

Il Ministero dell’Interno ha classificato LFI come partito di estrema sinistra. Quando si milita in un’organizzazione rivoluzionaria, si può essere tentati di scherzarci sopra, di fare “fact-checking”, di caratterizzare ciò che è l’estrema sinistra: la consapevolezza che rovesciare il capitalismo e porre fine ai sistemi di oppressione implica uno scontro; il primato accordato ai rapporti di forza attraverso le mobilitazioni di massa piuttosto che alle scadenze elettorali; l’indipendenza di classe piuttosto che l’alleanza con settori del padronato; un internazionalismo coerente, che non cede nulla al campismo o al proprio imperialismo…

Ma ciò che è in gioco qui non è un dibattito interno alla sinistra. La sequenza politico-mediatica dopo gli eventi del 14 febbraio a Lione lo conferma: l’obiettivo è quello di costruire catene di equivalenza infamanti: LFI = Estrema sinistra = Antifa = Violenza; LFI = Estrema sinistra = Filopalestinesi = Antisemitismo; LFI = Estrema sinistra = Islamisti di sinistra = Antirepubblicani…

Il pericolo non è più solo quello della delegittimazione morale. Lo Stato può sciogliere per motivi politici, come nel caso del CCIF per aver denunciato l’islamofobia di Stato o della Jeune Garde per aver organizzato l’autodifesa contro le violenze fasciste.

Una serie di dispositivi consente di estendere questi divieti. Il procedimento contro la Jeune Garde mira alla LFI per associazione. La proposta di legge Yadan intende penalizzare le critiche a Israele per antisemitismo e, parallelamente, un progetto di legge governativo prevede di rendere ineleggibili tutte le persone condannate per razzismo – e dunque secondo la loi Yodan potenzialmente tutti/e coloro che si oppongono al colonialismo israeliano. L’impeachment elettorale e legale di LFI diventa un esito ogni giorno meno inverosimile.
LFI è nel mirino di questa offensiva in ragione del suo peso politico ed elettorale. Ma i movimenti situati alla sua sinistra – antirazzisti, femministi, LGBT, anticapitalisti – lo sono ancora di più.Indipendentemente dalle nostre divergenze, difendere LFI dagli attacchi è un imperativo. È l’intero movimento operaio, tutta la sinistra combattiva, tutto il movimento per l’uguaglianza e l’emancipazione la cui stessa esistenza è messa in discussione dall’attuale fascistizzazione.
Rafforzare la solidarietà a tutti i livelli e costituire un vero fronte unico antifascista è urgente e vitale.