A Torino il 31 gennaio contro il governo della repressione, dell’austerità e della guerra

Sinistra Anticapitalista aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale convocata dalla assemblea dei centri sociali: “Askatasuna vuol dire libertà! Torino è partigiana. Contro il governo, la guerra e l’attacco agli spazi sociali”….È tempo di tenere insieme quello che loro vogliono allontanare, di rifiutare la loro divisione di bene e male e costruire un’alternativa credibile. Resistere è possibile, resistere è un dovere”.

Condividiamo questi contenuti e lavoreremo perché la manifestazione possa riuscire nei migliori dei modi ed essere un tassello importante nella costruzione di una forte opposizione sociale e politica al governo reazionario e fascisteggiante dell’estreme destre.

La chiusura violenta del centro sociale di Askatasuna, dopo che era stata individuato da due anni un percorso con la stessa giunta comunale che qualificasse al meglio la sua attività sociale e il coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini nel quartiere e in città, è un attacco diretto alla partecipazione attiva e al protagonismo delle giovani e dei giovani; punta ad intimidire tutta la cittadinanza e costituisce un attacco alla stessa città di Torino, dove nonostante le dure sconfitte subite dalla classe operaia, le forze della destra e dell’estrema destra continuano ad avere molte difficoltà ad affermarsi.  

E’ quindi parte del progetto repressivo e involutivo che questo governo porta avanti contro i movimenti sociali, contro le istanze democratiche: il nuovo decreto e il disegno di legge sulla “sicurezza” che il Consiglio dei Ministri si preparano a licenziare puntano non solo a criminalizzare e colpire e manifestazioni di piazza ma anche le stesse libertà di espressione e di dissenso politico.

La classi lavoratrici della città di Torino hanno subito nel corso degli anni numerose ferite, a partire da una ristrutturazione industriale operata dai padroni della vecchia Fiat che, dopo aver costruito le loro fortune sul lavoro e lo sfruttamento di parecchie generazioni di lavoratrici e lavoratori, hanno trasferito il capitale accumulato in altri lidi, riducendo drasticamente l’occupazione; una città  sempre più ferita dalla “gentrificazione” e dalla speculazione immobiliare e dall’accettazione della giunta comunale a “mettere in valore”, cioè a regalare al capitale nuove fette importanti del patrimonio pubblico ed ambientale (da ultimo il caso del Meisino).

E’una città in cui la classe operaia è sempre stata protagonista sociale e politica fondamentale segnando la storia dell’intero paese: dallo sciopero del ’43 di Mirafiori sotto occupazione nazista che ha segnato la fine del regime, alle grandi lotte operaie degli anni ’70, fino anche a quelle più difficili dell’inizio del secolo, che hanno però impedito la chiusura di Mirafiori. Le sue lotte sono state il veicolo e il garante della democrazia e dei diritti per tutte e tutti.  Certo oggi questa classe è sconfitta, sparpagliata ed anche demoralizzata, ma continua ad esistere e non si può pensare di poter rovesciare i rapporti di forza senza il suo pieno ritorno nello scontro sociale. Aiutarla con iniziative e scelte politiche unitarie e ricompositive, collegando più che mai la battaglia contro la repressione e la guerra a quelle per il lavoro, il salario, la sanità e la giustizia sociale, è uno dei compiti per costruire una opposizione vincente al governo delle destre e dei padroni. E’ con questo spirito e orientamento politico anche che siamo parte attiva del percorso politico e sociale  “Contro il Mondo dei Re” avviato dalla recente assemblea di Bologna.

La manifestazione del 31 assume quindi una importanza politica nazionale; deve essere un elemento catalizzante di processi più ampi e di risveglio di una coscienza politica diffusa di fronte al pericolo costituito delle destre estreme e fasciste. Per costruire questo percorso serve, il 31gennaio, una grande manifestazione pacifica e di massa, consapevole il vasto fronte politico e sociale che la sta costruendo che le forze reazionarie e il governo hanno tutto l’interesse a dividerla e a condizionarne la natura e lo svolgimento, ma che questo non deve avvenire. 

Sinistra Anticapitalista si troverà alla Piazza di partenza di Porta Susa.

SINISTRA ANTICAPITALISTA TORINO

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