Solidarietà con il Rojava!

di Gippò Mukendi Ngandu

Il regime siriano ha lanciato una vasta offensiva per riconquistare le province settentrionali. Proprio, mentre il regime reazionario turco minaccia di lanciare una nuova invasione della Siria per liquidare il movimento curdo, il regime di al-Sharaa è passato all’offensiva per smantellare l’amministrazione curda delle province settentrionali, prendere il controllo delle prigioni dove sono detenuti i combattenti dello Stato Islamico e mettere le mani sui giacimenti petroliferi della regione.  Il nuovo regime siriano che ha stretti rapporti con la Turchia di Erdogan e con gli Usa di Trump, mira a liquidare definitivamente il diritto del popolo curdo all’autodeterminazione.

L’offensiva delle forze governative siriane è iniziata dopo che vertici del PYD e il comando delle Forze democratiche siriane hanno respinto l’ipotesi di accordo proposta dal nuovo regime, considerandola una capitolazione.

In primo luogo, infatti, l’accordo prevedeva l’integrazione delle FDS (Forze Democratiche siriane) e delle forze di sicurezza curde nei ministeri siriani della Difesa e dell’Interno: in altre parole, lo scioglimento delle unità curde e l’integrazione, individuo per individuo, dei combattenti.

In secondo luogo, il testo sanciva il controllo dello Stato siriano sui territori finora amministrati dall’Amministrazione autonoma del nord e dell’est della Siria, compresi i principali centri urbani come Raqqa e Deir Ezzor, ma anche giacimenti petroliferi strategici come quello di al-Omar, il più importante del Paese, nella provincia di Deir Ezzor. Le FDS ne avevano assunto il controllo nel 2017 dopo aver espulso l’organizzazione Stato Islamico (Daesh).

Infine, l’accordo prevedeva di porre le prigioni dove sono rinchiusi i combattenti dello Stato Islamico sotto l’autorità del governo centrale.

Il nuovo regime siriano è sostenuto dalle forze imperialiste. Mentre il Rojava è sempre più minacciato, il nuovo regime siriano non sta conducendo questa offensiva da sola. Per la Turchia, l’obiettivo è chiaro., Ankara cerca di impedire qualsiasi ricomposizione politica del Rojava al suo confine, al fine di evitare che un’autonomia curda stabile serva da punto d’appoggio per una mobilitazione del popolo curdo in Turchia.

Gli Usa e Israele stessi sostengono Al – Sharaa ! L’accelerazione dell’offensiva avviene in un contesto regionale particolarmente teso, con l’Iran nel mirino di Israele e Washington e le mobilitazioni popolari, represse nel sangue dal regime di Khamenei, che hanno provocato un’ondata di proteste e mobilitazioni nel Kurdistan iraniano. in Siria. Gli Stati Uniti, che avevano sostenuto le FDS contro l’Isis,  trovano oggi in Al – Sharaa un partner ritenuto più “stabile. L’obiettivo degli Stati Uniti è il controllo delle risorse petrolifere e la stabilizzazione regionale necessaria ai nuovi progetti di normalizzazione della Siria con Israele.

Difendiamo il Rojava!

Di fronte a questa situazione, respingiamo l’aggressione in corso contro il popolo curdo, condotta dal governo reazionario di al-Shaara, con il sostegno della Turchia e la complicità diretta delle potenze imperialiste, tra cui gli Stati Uniti e la Francia, e difendiamo la lotta per il diritto all’autodeterminazione del popolo curdo.

Questa offensiva mira a distruggere il confederalismo democratico instaurato nel Rojava: un’esperienza politica fondata sull’autonomia, la democrazia locale, l’emancipazione delle donne e la convivenza dei popoli.

L’intenzione del governo siriano è quella di forzare una riunificazione reazionaria del paese con il sostegno degli imperialisti e attraverso lo schiacciamento delle minoranze nazionali. Per questo è più che mai urgente costruire una mobilitazione internazionalista per difendere il Rojava e il diritto all’autodeterminazione curdo.