Emigrazione e accoglienza, ne parliamo con Mimmo Lucano

Venerdì 25 luglio alle 17.00, il circolo di Sinistra Anticapitalista di Napoli dalla Mediateca di Riace affronta i temi di emigrazione e accoglienza con Mimmo Lucano (europarlamentare), con Igor Zecchini (Movimento No Cpr), Stella Arena (avvocata). Coordina Erminia Romano.

Nel mondo intero i fenomeni migratori sono in forte crescita dato l’impoverimento di vaste aree, le guerre, i cambiamenti climatici. A tali fenomeni i governi degli stati meta dei migranti rispondono con una politica di chiusura, di respingimento, di criminalizzazione. Chi riesce a raggiungere l’obiettivo di un viaggio lungo e pericoloso si trova vittima di un lavoro schiavistico e della negazione di ogni diritto umano.


Il governo Meloni, in continuità con i governi precedenti, è in linea con le politiche più restrittive come quella degli USA di Trump; si sta, inoltre, facendo promotore nell’Unione Europea, di un modello di chiusura totale. In Italia, oltre a rispedire nei paesi di origine la maggior parte dei richiedenti asilo, isola i migranti in attesa del permesso di soggiorno, nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, (CPR) in condizioni disumane di detenzione per individui che non hanno commesso nessun reato in Italia. Questa politica è, oggi, aggravata dal patto Italia-Albania e dalla apertura del centro di detenzione a Jader, iniziativa vista come volano del Patto Europeo per l’Immigrazione e l’Asilo.


Contro i CPR, cresce, però, anche la mobilitazione degli attivisti per i diritti dei migranti e contro la detenzione amministrativa: il 10-11 luglio a Potenza c’è stata una manifestazione nazionale per la chiusura di tutti i CPR.


Che c’è un altro modo per affrontare il tema dei migranti lo dimostra quanto successo a Riace in Calabria, dove un sindaco coraggioso, Mimmo Lucano, ha sperimentato nel proprio comune, un modello alternativo di accoglienza, basato sulla integrazione di una comunità multietnica in una vita sociale basata sul sostegno reciproco, sulla messa in comune di capacità, conoscenze, lavoro, in una prospettiva di resistenza alle direttive governative.


Il modello Riace può diventare una esperienza utile per tanti piccoli comuni dell’Appennino meridionale dove la crisi demografica e l’invecchiamento della popolazione mettono in pericolo la stessa continuità storica.


È dunque utile mettere in contatto e far dialogare chi si oppone ai CPR e alle politiche migratorie del governo e chi propone un modello totalmente opposto di accoglienza ed integrazione.