No all’escalation delle guerre
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- Fermiamo Israele, la Nato, Putin e Trump
- Fermiamo i signori della guerra
- Fermiamo il genocidio del popolo palestinese
- No alla folle corsa del riarmo europeo
L’attacco senza precedenti di Israele all’Iran è il risultato diretto dell’impunità di cui ha goduto negli ultimi 20 mesi il governo israeliano di estrema destra nel compiere il genocidio del popolo palestinese, una barbarie mostruosa, un massacro senza fine di donne bambini e uomini, con l’aperto e dichiarato obiettivo di cacciare definitivamente tutte/i le/i palestinesi dalla loro terra.
CRIMINI E IMPUNITA’ DEL GOVERNO ISRAELIANO
Questa impunità di Israele è possibile grazie agli Stati Uniti e ai vari governi europei che continuano a fornirgli armi, finanziamenti e piena copertura politica mentre sta commettendo atrocità di massa in tutta la regione. Tutti questi governi, compresi quello italiano di Meloni sono complici dell’aggressione israeliana in tutta la regione e delle spaventose atrocità commesse.
Con l’attacco all’Iran il governo israeliano punta a schiacciare e sottomettere i paesi e i popoli della regione, violando non solo il diritto internazionale, ma accelerando l’escalation delle guerre, producendo sofferenze inenarrabili alle popolazioni bombardate e aprendo la strada a terribili catastrofi. E non è escluso che gli USA entrino direttamente in guerra.
Inoltre l‘attacco all’Iran sferra un terribile colpo ai movimenti sociali democratici che si stavano sviluppando in quel paese e minaccia la coraggiosa lotta del popolo iraniano contro un regime repressivo, culminata nel movimento “Donne, Vita, Libertà”. La storia dimostra che non esiste un percorso verso la democrazia all’ombra della guerra.
Il governo criminale di Israele è dunque una minaccia per la regione e per il mondo. Bisogna fermarlo insieme ai suoi complici e sostenitori.
Per farlo, dobbiamo contare sulla forza dei popoli e dei movimenti sociali e politici che si battono per la giustizia sociale, l’uguaglianza, la dignità e la libertà e sulla solidarietà internazionalista tra di loro.
Siamo al fianco del popolo iraniano, sia nel suo diritto di vivere libero da aggressioni militari straniere, sia nella sua resistenza alla dittatura.
E siamo solidali con tutte le popolazioni che subiscono le violenze delle guerre e delle invasioni.
NO AL RIAMO EUROPEO
Nello stesso tempo, in Europa dobbiamo contrastare e battere il gigantesco piano di riarmo deciso dall’Unione Europea e dalla Nato.
Von der Leyden, Macron, Mertz , Meloni, insieme a Starner e al capo della Nato, Rutte vogliono aumentare la spesa militare non solo al 2% del PIL, ma addirittura al 5%. Saranno molto più degli 800 già decisi, i miliardi sottratti alle spese sociali, alla sanità, all’educazione, al lavoro, alle misure per la giustizia climatica ad esclusivo vantaggio dei profitti dei fabbricanti dei cannoni. Per riuscirci vorranno colpire a fondo le condizioni di vita e i diritti della classe lavoratrice con una vera e propria guerra sociale interna. L’Italia già quest’anno aumenterà la produzione di missili del 40%, il prossimo del 100%.
E’ quindi decisivo che in tutta Europa si sviluppi il grande movimento “Stop Rearm Europe” di cui la manifestazione di oggi è un primo importante tassello, insieme a quelle che si volgono nelle altre capitali in occasione del vertice della Nato all’Aia.
Costruiamo assemblee locali e nazionali, campagne di boicottaggio, carovane solidali, scioperi e una comunicazione capillare e costante nei quartieri popolari. Bisogna rendere di massa e permanente la mobilitazione contro la guerra costruendo momenti capaci di rivelare la connessione tra i rigurgiti nazionalisti e razzisti di settori crescenti di società con le politiche di privatizzazione e austerità funzionali al riarmo come dimostrano sia la guerra di Trump contro gli immigrati, i lavoratori, i poveri, sia il Decreto Sicurezza in Italia che opera una torsione gravissima contro l’agibilità democratica e dei movimenti.
La lotta alla guerra è il terreno sul quale costruire un nuovo internazionalismo, lontano da ogni subalternità alle logiche geopolitiche. La lotta di classe non è un “risiko” ma la pratica della solidarietà e del contrasto a tutti gli imperialismi, quello neozarista di Putin, quello della Nato e degli USA di Trump e dell’Unione Europea capitalista e al colonialismo d’insediamento sionista. Chiediamo l’uscita dell’Italia dalla NATO e la dismissione delle basi USA sul territorio italiano.
FERMARE IL GENOCIDIO, LIBERARE GAZA E LA PALESTINA
Sinistra Anticapitalista ribadisce la solidarietà e il sostegno al popolo palestinese.
In Palestina, come altrove, la lotta vittoriosa degli sfruttati e degli oppressi è la strada verso un mondo più giusto. Riaffermiamo la necessità di smantellare lo Stato sionista, in quanto “Stato per gli ebrei”, con la sua natura suprematista, coloniale e razzista e che solo una Palestina libera, democratica, laica ed egualitaria, in cui tutte/i le/i palestinesi disperse/i possano tornare, e dove ognuno possa vivere, quale sia la sua religione, purché accetti questo quadro decoloniale, può portare una soluzione giusta e pacifica per tutte le popolazioni della regione.
Chiediamo:
- Nessun intervento in Iran!
- L’arresto immediato dell’escalation di guerra regionale!
- Solidarietà con i prigionieri politici e i difensori dei diritti umani in Iran!
- Sanzioni immediate contro Israele!
- La fine immediata di ogni commercio di armi con Israele!
- Una mobilitazione mondiale per porre fine al genocidio in Palestina!
Sinistra Anticapitalista