“Brutti stronzi”
Blitz femminista alla Rai di Viale Mazzini per contestare i testi sessisti di Masini e Tony Effe a Sanremo
Siamo qui davanti alla Rai per protestare contro la scelta di portare, nella serata delle cover, anche la canzone di Marco Masini BELLA STRONZA, e la partecipazione alla gara canora di Tony Effe, noto rapper che utilizza testi sessisti e violenti contro le donne.
Esprimiamo la nostra totale indignazione contro il fatto di proporre ai milioni di persone che seguiranno il Festival di Sanremo sulla televisione pubblica italiana l’ascolto di canzoni che ledono violentemente la dignità delle donne e dettano comportamenti violenti e legittimano lo stupro e le minacce contro chi denuncia. La canzone di Masini era pesante già 30 anni fa quando è uscita e a maggior ragione lo deve sembrare dopo tutto il lavoro che è stato fatto per denunciare il legame tra linguaggio sessista e misogino e la violenza sulle donne che ha dati incontrovertibili e riscontrati (senza contare il sommerso, il non denunciato) che ad esempio ogni Centro Antiviolenza può fornire.
In questa canzone, oltre alla sequela di insulti sessisti (che essenzialmente girano con poca fantasia intorno al concetto di prostituzione) rivolti a una donna che lo ha lasciato, ci sono riferimenti espliciti a momenti di violenza e desiderio di stupro, con colpevolizzazione della donna: la donna in questione infatti è particolarmente stronza perché “hai chiamato la volante quella notte / e volevi farmi mettere in manette / solo perché avevo perso la pazienza”, cioè perché la donna terrorizzata ha chiamato la polizia per salvarsi dalla sua violenza. Un altro “verso” del “poeta” recita così: “Mi verrebbe da strapparti quei vestiti da puttana e lasciarti a gambe aperte finché viene domattina”.
Per quanto riguarda i testi di Tony Effe vi riportiamo alcuni orridi esempi ‘Lei la comando con un Joy stick …. Non mi piace quando parla troppo…le tappo la bocca e me la fotto’.
Quindi la Rai, servizio televisivo pubblico italiano, coscientemente contribuisce alla normalizzazione di contenuti e linguaggi sessisti, misogini e violenti in un Paese dove ogni anno più di 100 donne sono vittime di femminicidio.
Collettivo Donne di classe