Bloccare il Ddl Sicurezza per rilanciare il conflitto sociale
Il 14 dicembre corteo nazionale a Roma contro il più grande attacco della storia repubblicana al diritto al dissenso e alla libertà di movimento. La risoluzione di Sinistra★Anticapitalista ☭
Sinistra Anticapitalista sostiene e partecipa al corteo, il prossimo 14 dicembre a Roma, contro il nuovo pacchetto sicurezza, il cosiddetto ddl 1660, che sta per essere approvato in Senato dopo essere stato approvato alla Camera.
Il ddl Paura, come lo ha rinominato la grande assemblea nazionale che ha lanciato la manifestazione, lo scorso 16 novembre, si configura come un vero e proprio manifesto politico ed ideologico in cui il governo Meloni combina repressione politica, controllo sociale, populismo penale, proibizionismo, cultura patriarcale, classismo e razzismo: 23 nuovi reati che vanno a combinarsi con altri 47 coniati al tempo in cui al Viminale c’era Salvini e che rischia di essere un punto di non ritorno in una fase politica contrassegnata dalle tentazioni autoritarie di governi di ogni foggia dentro la cornice inquietante della post-democrazia e dei venti di guerra.
Sinistra Anticapitalista intende rilanciare la riflessione della Rete No ddl Sicurezza che ha aperto uno spazio pubblico che non deve chiudersi con il corteo ma proseguire in una mobilitazione permanente in cui la lotta contro la repressione intrecci le vertenze sociali da quelle per il diritto all’abitare alle lotte per il lavoro, da quelle per l’ambiente al transfemminismo, dai movimenti studenteschi alle pratiche di internazionalismo, per la fine del genocidio sionista in Palestina (di cui sono complici e responsabili diretti gli USA e tutte le altre potenze occidentali, compresa l’Italia), dell’occupazione russa in Ucraina, contro le guerre prodotte dallo scontro tra gli imperialismi e la corsa al riarmo generalizzato, fino alle lotte contro l’esternalizzazione dei confini.
Un primo risultato è la positiva adesione anche della Cgil, sebbene tutt’altro che tempestiva, dopo l’incoraggiante giornata di sciopero generale del 29 novembre proclamato con la Uil in parallelo con l’analoga convocazione di quasi tutti i sindacati conflittuali. Proprio la lettura incrociata del pacchetto sicurezza con la manovra economico-finanziaria del governo rivela come il modello neoliberista – ossia la macelleria sociale e la devastazione ambientale – possa sopravvivere solo contando su un apparato repressivo feroce per provare a piegare le resistenze. Il neoliberismo ha bisogno di seminare paura visto che è indisponibile perfino a simulare blandi provvedimenti di redistribuzione.
Bisogna risignificare il concetto stesso di sicurezza, deformato da decenni ci politiche sicuritarie gestite in alternanza perfetta da tutti i governi che si sono succeduti. Basti pensare che negli ultimi 15 mesi ci sono state terribili stragi sul lavoro – Brandizzo, Firenze, Subiana, Casteldaccio, Borgo Panigale, Calenzano – dovute al “liberi tutti” scaturito dalla logica della concorrenza e del profitto e dall’indifferenza del governo per le condizioni di lavoro e per il deterioramento dei rapporti di forza e dell’organizzazione delle lavoratrici e lavoratori sempre più sottoposte/i a ogni forma di imposizione e ricatto da parte dei padroni. Un record lugubre da collegare al numero inusitato di suicidi di persone detenute e alla crescita inarrestabile della spesa militare che supera quota 30 miliardi. E ora anche questo pacchetto di leggi, ciascuna delle quali si scatena contro target sociali (migranti, occupanti di case, detenuti, attivisti ambientali, sindacalisti, studenti, donne di origine rom, consumatori di cannabis ecc…) destinati a diventare nemici pubblici.
Contro un governo che prova a intimidire, reprimere e punire tutti i soggetti più poveri e vulnerabili e tutte le pratiche conflittuali, con dosi da cavallo di manganellate, carcere, daspo e perfino tortura, è necessario ricostruire dal basso un tessuto sociale di movimenti solidali, a partire da una ben più forte organizzazione sindacale di classe, capace di darsi momenti di riflessione e partecipazione e scadenze di mobilitazione di lunga durata.
Tutte e tutti a Roma, dunque, il 14 dicembre, e poi di nuovo assemblee in ogni città, azioni simboliche e ogni forma possibile di controinformazione e convergenza intersezionale. Possiamo e dobbiamo impedire che un disegno di legge che peggiora lo stesso famigerato codice Rocco fascista, diventi una norma cardine, profondamente repressiva e antidemocratica, del nostro paese.
Direzione Nazionale Sinistra Anticapitalista
Roma 11 dicembre 2024