Volantino: Il 29 tutte/i in sciopero e in piazza
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UNA LEGGE DI BILANCIO
A MISURA DEI PROFITTI E DEI FABBRICANTI D’ARMI
IL 29 TUTTE/I IN SCIOPERO E IN PIAZZA
La legge di bilancio definisce quali e quante risorse pubbliche reperire e come investirle nella società. Indica se il governo in carica lavora a vantaggio delle classi lavoratrici e popolari oppure difende gli interessi delle classi possidenti padronali.
La legge del governo Meloni protegge i profitti e le rendite finanziarie applicando le nuove norme europee di austerità: per 7 anni un taglio annuale di 13 miliardi della spesa pubblica e una politica economica volta al riarmo militare.
1. Si taglia la spesa sociale che deve garantire una vita degna a tutte e tutti, quella nazionale dei ministeri (5,2 miliardi nel 2025, altri 4 miliardi nel 2026 e ulteriori 3,5 miliardi nel 2027), quella degli Enti locali (4 miliardi nel triennio): riduzione dei servizi sociali, trasporti pubblici, acqua, strutture scolastiche, politiche abitative, assegno di inclusione, risanamento idrogeologico e tutela dell’ambiente.
2. Si rinuncia a forti investimenti per garantire una sanità pubblica a tutte/i di qualità spostando le risorse verso la produzione di armi (32 miliardi di euro nel 2025 di cui 13 per le nuove armi!); si indirizza verso il settore militare lo stesso fondo per la transizione verde dell’industria dell’auto, dando un colpo mortale a un importante comparto produttivo ed occupazionale del paese.
3. Si escludono incrementi delle entrate attraverso un’adeguata tassazione delle ricchezze e dei profitti, niente fiscalità progressiva, (al contrario una riduzione delle aliquote fiscali), niente patrimoniali; i capitali e le banche non si toccano. Anzi per le imprese vecchi e nuovi finanziamenti e sussidi a pioggia di ogni genere.
4. Niente modifica della legge Monti Fornero, ma la conferma che si andrà in pensione sempre più tardi e con assegni pensionistici decurtati.
5. Per le/i lavoratrici/ori pubblici si sancisce una riduzione dei salari non finanziando adeguatamente il rinnovo dei contratti per recuperare la forte perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione (circa il 20% dal 2021).
6. La riduzione del cuneo fiscale presentato come sostegno ai salari, in realtà costituisce un forte supporto alle aziende: mantenendo quelle poche decine di euro in più sulle retribuzioni nette, si cerca di aiutare i padroni a resistere alla pressione sindacale per un vero e indispensabile recupero salariale. Nello stesso tempo ci saranno meno entrate per lo stato e meno servizi per le lavoratrici e i lavoratori. E intanto milioni di dipendenti aspettano un rinnovo contrattuale che non arriva.
Questa finanziaria è una vera bomba per le condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e va disinnescata con una grande mobilitazione; serve una vera rivolta sociale contro il governo di estrema destra e contro i padroni di cui cura gli interessi.
Questo governo fascisteggiante vuole anche fare di peggio: comprimere le libertà, colpire chi si oppone e stravolgere la Costituzione. È la prosecuzione di una deriva autoritaria iniziata da decenni: oggi Meloni e soci si apprestano a varare una legge super repressiva (peggio del codice Rocco fascista) per colpire ogni forma di lotta sindacale, sociale, abitativa, ambientale e di solidarietà internazionalista.
Ci sono mille ragioni per uscire dalla passività e costruire e partecipare allo sciopero generale del 29 novembre dando vita a grandi manifestazioni contro il governo e i padroni. Vanno fermati finché siamo in tempo.