A Sarà dura! Ciao Alberto!

E’ venuto a mancare Alberto Perino, storica figura del movimento No Tav

La notte del 3 ottobre ci ha lasciati Alberto Viene così a mancare una delle figure fondamentali e quasi imprescindibile del Movimento No Tav. Le compagne e i compagni di Sinistra Anticapitalista lo hanno conosciuto vent’anni fa, quando come militanti di Rifondazione abbiamo incrociato il movimento No Tav diventandone attivisti al di là delle nostre modeste forze.

Agli inizi qualcuno di noi poteva anche nutrire dei pregiudizi nei suoi confronti, in particolare per chi veniva dalla città. Nel corso della sua vita era stato sindacalista e dirigente della Cisl, segretario provinciale dei bancari, ma era un’altra Cisl ben diversa da quella attuale, attraversata dai movimenti degli anni ’70 e dall’attenzione di una parte del mondo cattolico verso il socialismo. Pochi di noi però conoscevano e conoscono tutt’ora quella storia che sembra appartenere ad un passato molto remoto.

Perino era diventato, giocoforza, pur non volendolo uno dei più importanti dirigenti del movimento valsusino. Una delle sue maggiori capacità era quello di ascoltare gli umori della “Valle” ed è proprio grazie a questo che era riuscito ad essere un grande tessitore capace di mettere assieme, anche quando c’erano aspri contrasti, le diverse anime del movimento. Ed è anche grazie al suo ruolo che poi, una parte del movimento non si piegò alle lusinghe del Centro sinistra e del governo Prodi

Nei cortei, però, colpiva la sua capacità di trasmettere la voglia di lottare con gioia e allegria, ma anche con fermezza nella consapevolezza che la lotta “a sarà dura”, slogan che è stato fatto proprio da tutti quei movimenti che cercano di contrastare le grandi opere così come le politiche liberiste e autoritarie dei diversi governi che a tutti i costi hanno cercato e cercano di distruggere la Valle facendo di essa un esperimento di quella militarizzazione del territorio e di quelle politiche repressive che oggi trovano espressione nel ddl 1660.

Proprio per queste ragioni, il suo ricordo non può che essere uno stimolo alla lotta e alla resistenza contro il tav, contro le ingiustizie e contro ogni forma di oppressione.

A sarà dura!