76 anni dopo la Nakba, un movimento internazionale per la Palestina

[Risoluzione del Bureau esecutivo della Quarta Internazionale]

L’attacco a Rafah è un ulteriore salto in avanti nel processo di genocidio operato da Israele. 1,5 milioni di palestinesi – uomini, donne, bambini e anziani – sono stati sfollati dallo scorso ottobre, decine di migliaia sono morti e la fame e le malattie uccidono ogni giorno. Il governo di estrema destra al potere in Israele si è chiaramente posto l’obiettivo di sradicare la popolazione palestinese di Gaza. Questo progetto rientra nella prospettiva più globale del Grande Israele perseguita dall’estrema destra israeliana, con la sua ideologia fascista e suprematista, basata sul sionismo, che nega al popolo palestinese qualsiasi diritto alla terra e alla sovranità, e nega la sua stessa esistenza come popolo.

Di fronte a questo orrore si sta sviluppando una solidarietà storica. Le occupazioni universitarie sono diventate l’espressione più visibile di questo movimento, che fin dall’inizio ha mobilitato un gran numero di giovani, in particolare di giovani “razzializzati/e” provenienti dai quartieri popolari e anche da alcune comunità ebraiche che rifiutano di essere assimilate alle politiche razziste e criminali dell’estrema destra israeliana. Da movimento di solidarietà umana e umanitaria contro il genocidio, la distruzione e le immagini della carneficina, la solidarietà è diventata un movimento politico la cui portata può essere paragonata ai movimenti contro la guerra in Vietnam e la guerra in Iraq. Questo movimento si sta radicalizzando, nel senso che sta smascherando la complicità, anzi il sostegno attivo, delle principali potenze imperialiste nel genocidio e denunciando i meccanismi di oppressione che operano nel capitalismo. In Medio Oriente, Israele è il braccio armato di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania e molti altri. Netanyahu è la punta di diamante delle politiche autoritarie, razziste e belliciste portate avanti dall’estrema destra in vari Paesi del mondo.

Sul movimento di solidarietà si sta scatenando una feroce repressione: in alcuni paesi, le azioni di solidarietà sono completamene vietate; in altri, arresti, violenze della polizia, incriminazioni, divieti di tenere assemblee e persino concerti! L’obiettivo è mettere a tacere la solidarietà, con un nuovo maccartismo, in cui le classi dominanti e gli Stati assassini accusano il movimento di solidarietà, un movimento profondamente umanista e antirazzista, di apologia del terrorismo o di antisemitismo.

La Quarta Internazionale sta mettendo tutte le sue forze nella costruzione del movimento di solidarietà con la Palestina, con la resistenza del popolo palestinese, contro il genocidio in corso. Questa mobilitazione è un movimento delle classi popolari di tutto il mondo, contro il razzismo, contro l’imperialismo, per la giustizia. Vogliamo costringere le grandi potenze a smettere di sostenere Israele politicamente, finanziariamente e militarmente. L’attuale movimento ha messo in grande difficoltà Biden e Macron, due delle punte di diamante di questacomplicità. Domani mostrerà la complicità dei governi arabi con Israele; le mobilitazioni cominciano a prendervi piede nonostante la repressione delle manifestazioni e delle assemblee. I regimi arabi temono – e hanno ragione – che la solidarietà con la Palestina possa far rinascere le rivoluzioni arabe.

Il movimento che vogliamo costruire deve creare un nuovo rapporto di forze, con manifestazioni di massa, scioperi tra i giovani, azioni massicce per boicottare, disinvestire e imporre sanzioni contro Israele e le aziende che collaborano con esso.

76 anni fa, la Nakba, l’espulsione dei palestinesi dalla loro terra, ha portato alla creazione di Israele come Stato coloniale di insediamento. Fu l’inizio di un’offensiva colonialista, razzista e imperialista che continua e si rafforza oggi, sotto la spinta dei poteri di estrema destra e delle politiche delle classi dominanti. La Quarta Internazionale lotta contro l’imperialismo, da qualsiasi parte provenga, per i diritti dei palestinesi, per la fine dell’occupazione, per il diritto al ritorno dei rifugiati, per la fine del colonialismo israeliano e per uno Stato democratico e laico in cui tutti i cittadini godano degli stessi diritti.

Continuiamo la mobilitazione per la vittoria della nostra resistenza antimperialista!

Bureau esecutivo della Quarta Internazionale

15 maggio 2024