Fermiamo subito la distruzione e il massacro di Gaza!

Solidarietà con la lotta legittima del popolo palestinese per la sua autodeterminazione e i suoi diritti

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Decine di migliaia di bombe cadono su Gaza e i morti, probabilmente più di 4 mila, sono destinati a salire; mezzo milione di persone sono in fuga verso non si sa dove in un territorio superpopolato e dove non esiste nessun varco per uscire da quella prigione a cielo aperto che è Gaza. L’atroce e ingiustificabile crimine dell’ospedale di Gaza non è un caso. Il governo di destra israeliano usa tutta la sua violenza e forza militare puntando alla distruzione di Gaza e alla dispersione di coloro che vi abitano. Chi accusa Hamas accodandosi a Netanyahu e a Biden dovrebbe avere almeno l’onestà intellettuale di chiedere una commissione d’inchiesta internazionale.

Contemporaneamente in Italia e in tutti i paesi europei è in atto un violento tentativo di delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica chiunque sostenga la causa del popolo palestinese e la sua legittima resistenza nel rivendicare la propria esistenza e i propri diritti. Nel frattempo, vi è il reale rischio che il fronte si allarghi in Libano e successivamente in Iran e che si inneschi una pericolosa spirale bellica incontrollabile.

Denunciamo e condanniamo tutta l’ipocrisia degli USA, dell’Europa e dell’Italia che accusano di terrorismo la resistenza palestinese mentre hanno sostenuto e sostengono l’occupazione e i crimini di guerra israeliani.

Noi invece denunciamo tutte le uccisioni dei civili, sia israeliane che palestinesi, e denunciamo tutti i crimini di guerra, quelli di ieri e quelli di oggi.

La resistenza palestinese è composta da forze con progetti politici diversi e Hamas, non può certo essere riconducibile in alcun modo all’insieme della resistenza palestinese, È una formazione islamista radicale di destra, che si è rafforzata sulla base delle sconfitte delle organizzazioni laiche e di sinistra, lontanissima dalle nostre concezioni politiche e la cui strategia non può certo essere condivisa. 

La fine dell’occupazione israeliana e la liberazione del popolo palestinese infatti possono solo avvenire mediante la resistenza collettiva delle masse palestinesi, insieme alle attività contro la guerra di coloro, lavoratori e cittadini dello Stato di Israele che sono consapevoli che solo la convivenza tra i due popoli può garantire pace sicurezza e giustizia sociale per tutte e tutti e un futuro vero per quella regione. Perché questo si realizzi occorre anche costruire una grande solidarietà internazionale.

  • No alla nuova cacciata dei palestinesi dalle loro terre
  • NO ai bombardamenti e all’intervento militare israeliano.
  • Porre fine all’occupazione israeliana che dura da decenni
  • Porre fine alle sanzioni economiche e alle misure di punizione collettiva contro il popolo palestinese
  • Denunciamo le responsabilità e la complicità del governo italiano così come dei governi su scala internazionale complici di queste ingiustizie