Contro la repressione, sabato 13 marzo tutti/e a Piacenza
Abbiamo appreso da un comunicato a caldo e dalle successive notizie di stampa che nella mattinata del 10 marzo venticinque operai della Tnt-Fedex sono stati portati in Questura a Piacenza, dopo perquisizioni in casa, mentre due coordinatori del Si Cobas, Carlo ed Arafat, sono stati posti agli arresti domiciliari. L’azione repressiva segue gli straordinari scioperi alla Tnt tra gennaio e febbraio di quest’anno, durati 13 giorni, che si conclusero con un accordo in Prefettura. Nel corso della stessa mattinata, fuori dalla Questura di Piacenza si sono raggruppati compagni e solidali. Giovedì 11 marzo si sono avuti scioperi di solidarietà in diversi stabilimenti, come la Difarco di Liscate (Milano) e la Tnt di Teverola (Caserta). Contro questo attacco alle lotte operaie, il Si Cobas ha indetto una manifestazione a Piacenza per sabato 13 marzo, alle ore 14 30. In un comunicato stampa, la stessa organizzazione sindacale scrive: “Un’operazione di polizia di tali dimensioni non può essere il frutto di una dinamica puramente locale, né solo la conseguenza di uno sciopero che, ci teniamo a ricordarlo, si stava svolgendo in maniera del tutto pacifica fin quando una carica unilaterale del reparto celere con lacrimogeni sparati ad altezza uomo contro gli scioperanti non portasse a trasformare una vertenza sindacale in un problema di ordine pubblico. E’ evidente che ci troviamo di fronte a un tassello di un più ampio attacco repressivo, che vede nei lavoratori di Piacenza il bersaglio privilegiato per via delle importanti iniziative di lotta portate avanti in queste settimane, su tutte la grande manifestazione fuori ai cancelli di Amazon dell’8 marzo.” Sinistra Anticapitalista esprime piena solidarietà e vicinanza ai compagni arrestati e al Si Cobas e si rende pienamente disponibile per le azioni di sostegno che verranno decise, a partire dalla manifestazione di sabato 13 marzo, alla quale aderisce e invita a partecipare. L’acquisizione di TNT da parte di FedEx e l’integrazione della rispettive reti, ha condotto la multinazionale americana del trasporto merci ad annunciare l’intenzione di ridurre la sua forza lavoro europea di ben 6 300 unità tra il personale operativo e amministrativo. Contro questo progetto, scioperi e iniziative operaie si sono avute, oltre che in Italia, anche a Liegi, in Belgio, già sede di un hub della rete di Tnt, che Fedex intende relegare a un ruolo secondario. Nel nostro Paese, la lotta contro la riduzione del personale si è aggiunta a precedenti vertenze sindacali, queste ultime oggetto di un accordo siglato presso la Prefettura di Piacenza dopo uno sciopero durato ben 13 giorni. Nel corso dello sciopero, promosso e organizzato dal Si Cobas, la sera del 1° febbraio la polizia era intervenuta duramente per tentare di impedire lo svolgimento dei picchetti. Secondo quanto riportano diverse testate, le accuse ora mosse nei confronti nei confronti di esponenti del Si Cobas di Piacenza e di membri del collettivo Controtendenza sono di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesione personale aggravata e violenza privata. Oltre alle denunce e agli arresti domiciliari, l’azione repressiva si articola in 5 divieti di dimora, sanzioni per oltre 13 mila euro e nell’avvio di procedimenti per la revoca del permesso di soggiorno. Solidarietà al Si Cobas è stata espressa da numerose forze politiche e sindacali.