Livorno, a sostegno degli orti urbani
Comunicato di Sinistra Anticapitalista Livorno
Sinistra Anticapitalista Livorno sostiene la manifestazione indetta dagli Orti
Urbani di via Goito di domenica 2 agosto.
L’esperienza degli orti urbani assume grande importanza per il coraggio con cui questa esperienza ha legato l’autogestione da parte di cittadin@ di un terreno urbano abbandonato – e destinato alla speculazione – alla costruzione di una coscienza collettiva che si pone con forza contro la cementificazione, il consumo del territorio, il diritto dei cittadini di decidere della propria vita, della propria città.
Questa esperienza ha svelato non solo l’arroganza e la subordinazione alla rendita della precedente amministrazione PD collaterale agli interessi dei suoi tradizionali amici (più o meno ammantati di un velo di valori cooperativi talmente liso che si lacera al primo soffio di vento), ma anche l’insipienza di una nuova amministrazione incapace di superare il legalitarismo e l’istituzionalizzazione del suo agire per cui si nasconde sempre dietro al dito del “non è legale”, del “non si può fare”, de “l’ultima interpretazione giuridica della dottrina va in senso contrario”, ecc.
I giuristi individuano a fianco della Costituzione giuridica una “costituzione materiale” che interpreta secondo le culture e gli interessi dominanti in una data fase storica i principi di quella formale. In questi ultimi anni troppa forza hanno preso le interpretazioni liberiste e reazionarie e per questo ogni nostro agire deve essere interpretato come un primo passo verso la costruzione una “nuova costituzione materiale” che abbia nei valori originari costituzionali e nella solidarietà e nella difesa dei beni comuni e collettivi il suo principale dettame. Quello che agli occhi dei difensori degli interessi speculativi può apparire come qualcosa di “illegale” in realtà risulta essere una semplice resistenza contro chi in questi ultimi decenni ci ha rubato diritti e democrazia in nome dei profitti e degli interessi particolari e di classe.
In questi ultimi anni si è dimostrato che tutto è possibile (il “si se puede” dei compagn@ spagnoli), soprattutto se si riesce a dare voce agli interessi di chi sta in basso, dei settori popolari, dei lavorator@, coscienti che ormai qualsiasi valore realmente democratico va a collidere immancabilmente con gli interessi di fondo del sistema e in ultima analisi delle sue istituzioni; locali, nazionali ed internazionali (vedi TTIP).
Con la manifestazione di domenica 2 agosto si deve ribadire ancora una volta che il diritto di proprietà dei terreni non è legato al diritto di edificare, che non deve essere rispettato alcun astratto diritto di proprietà fondiaria se i progetti ad essa legati non andranno nel senso di soddisfare i bisogni sociali primari (a partire dal verde, dai servizi pubblici, e dalla valorizzazione di questa esperienza autogestionaria democratica).
Non va accettato alcun progetto che non sia sottoposto ad un controllo popolare e democratico definito in strutture di autogoverno, cosa ben diversa dalle ritualità che si svolgono dentro le aule consiliari o le stanze chiuse di Municipi dove interessi particolari e speculazioni si incontrano nello squallido mercato dell'”urbanistica contrattata”.
Bisogna quindi aprire nuovi processi costituenti che rompano con una pseudodemocrazia che dalla Spagna alla Grecia, passando per le varie mafiecapitali (Milano-expo, Venezia-Mose, Roma…) locali, stanno dimostrando tutta la loro putrefazione.
Nessuna nuova area a Livorno deve essere edificata, né dentro la città né al di là della variante. Non devono essere più ripetuti obbrobri come il “nuovo centro”!
Per questo bisogna impedire che nuove aree liberatesi in questi giorni, per altro di pregio e vicine all’esperienza degli orti urbani di via Goito come il deposito CTT nord, diventino luogo di speculazione dei soliti squali.
Questo deve essere ribadito nei nuovi piani urbanistici che a breve verranno discussi e adottati a Livorno.
L’area degli orti deve ritornare ad essere classificata area per il verde pubblico e per servizi.
Ma non solo.
Lo stesso progetto della “darsena Europa” deve essere immediatamente bloccato in assenza di un piano nazionale dei porti che superi la fase d’indirizzo e sia capace di avviare una reale programmazione che tenga conto degli interessi dei territori definiti democraticamente (senza ingerenze da parte degli investitori del project financing) e fino a che non saranno date garanzia ambientali sulla sua costruzione, basate su studi indipendenti relativi non a generici piani ma ai progetti reali.
Le “Grandi opere” arricchiscono, spesso illegalmente, solo chi le fa!
Dobbiamo quindi impedire che la progettazione del water front del porto diventi l’ennesima squallida speculazione, non solo per la sua possibile bruttezza ma soprattutto per le conseguenze sociali e occupazionali devastanti per i cittadin@ che comporterà.
E non ci vengano a dire, in modo particolare i sindacati di categoria, che così si riduce l’occupazione nel settore edile. Tutti sanno bene che esistono grandi quantità di lavori nel settore specialmente nella difesa della salute (bonifica amianto) e dell’ambiente, nella riqualificazione urbana del tessuto esistente, nel risparmio energetico, nella costruzione o messa in sicurezza di scuole e edifici pubblici, nell’antisismica: lavori che richiedono una riconversione che il settore edile del nostro paese non è in grado di svolgere perché arretrato, troppo frantumato, abituato all’illegalità, al facile guadagno, infiltrato dalle varie mafie…
Tutti coloro che propongono le solite “innovative idee” devastanti per la città e l’ambiente (come quelle ultimamente espresse in una scadenza istituzionale purtroppo senza che il “prestigioso” relatore venisse zittito da una fragorosa risata da parte del pubblico e dei rappresentanti istituzionali presenti) non devono più avere cittadinanza a Livorno. Hanno fatto fin troppi danni.
Anche per questo tutt@ alla manifestazione di domenica 2 agosto!