Con la scuola che lotta, mandiamo via il governo Renzi e le politiche di austerità europee!

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Il governo Renzi nel suo primo anno di vita ha messo in atto tre riforme fondamentali:

  1. Con il Jobs Act è riuscito nell’intento di cancellare il diritto al reintegro per i lavoratori ingiusta­mente li­cenziati, minando alle fondamenta i diritti dei lavoratori conquistati in decenni di lotte. Lo ha fatto utiliz­zando la retorica della contrapposizione tra i lavoratori anziani e i giovani non garantiti, in realtà questi ultimi saranno i primi ad essere colpiti dalla nuova situazione di man­canza di diritti con i nuovi contratti di lavoro a tutele crescenti.
  2. Con lo Sblocca Italia ha dato il via libera alla corruzione e allo spreco di denaro pubblico nella costru­zione di grandi opere inutili e devastanti per l’ambiente.
  3. Con l’Italicum e l’abolizione del Senato elettivo ha rafforzato un sistema antidemocratico, fortemen­te maggioritario, che condanna la possibilità vedere rappresentato nelle istituzioni il dissenso alle politi­che di austerità portate avanti sotto il vessillo dell’Unione Europea dei pa­droni e delle banche a danno dei lavoratori e dei cittadini.

A questo programma autoritario e antipopolare si aggiunge ora il tassello della “buona scuola”, in discussio­ne in questi giorni in Parlamento, che:

  • attacca la libertà d’insegnamento sottomettendo i docenti al ricatto dei dirigenti scolastici at­traverso l’attribuzione dei premi di merito e la scelta degli insegnanti dagli albi territoriali;
  • aumenta la sperequazione tra le poche scuole ricche e le tante scuole prive dei finanziamen­ti minimi per poter funzionare decentemente, prevedendo il finanziamento con il 5 per mille an­ziché la restituzio­ne del finanziamento ordinario tramite la fiscalità generale;
  • elimina gli organi collegiali previsti dai decreti del ’75, annullando la partecipazione dei do­centi, delle famiglie e degli studenti all’autogoverno delle scuole
  • licenzia centinaia di migliaia di precari che non erano inseriti nelle graduatorie ad esauri­mento, pur avendo alcuni di essi maturato il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato, avendo lavorato per oltre 36 mesi nelle scuole;
  • assume a condizioni peggiori di prima i precari (che da 150mila sono diventati 100mila) cui è stato ri­conosciuto il diritto all’assunzione dalla corte di giustizia europea, che verranno inseri­ti negli albi territo­riali ed eventualmente scelti a discrezione dei dirigenti scolastici ogni tre anni scolastici. Precari a tem­po indeterminato, proprio come si è fatto con il Jobs Act!

Questo disegno di legge è inemendabile e va ritirato dalla discussione parlamentare. Purtroppo dobbiamo constatare che nessun gruppo parlamentare ha adottato un atteggiamento ostruzionistico, l’unico plausibile di fronte ad un attacco di questa portata.

D’altra parte i lavoratori e le lavoratrici della scuola, gli studenti, le famiglie si sono espresse in massa con le mobilitazioni di queste settimane in tutte le scuole, con il più grande sciopero della scuola della Repubblica lo scorso 5 maggio che ha visto chiusi la maggioranza degli istituti nella solidarietà generale di tutta la società.

Sinistra Anticapitalista sostiene la continuazione di questa lotta e le proposte di boicottaggio degli scrutini di fine anno.

La legge antisciopero deve essere rimessa in discussione, perché non dà ai lavoratori dei servizi pubblici la possibilità democratica di poter reagire in maniera adeguata alla furia privatizzatrice dei governi dell’austerità!

Il governo Renzi deve essere sfiduciato nel paese e nel Parlamento!

Contro le politiche di austerità, costruiamo la solidarietà dei lavoratori e delle lavoratrici europee, sostenendo il popolo greco strozzato dalla Troika e mettendo in piedi lotte a livello continentale per ri­guadagnare i nostri diritti e la dignità del lavoro!

Sinistra Anticapitalista