LA LOTTA PUO’ E DEVE CONTINUARE
Testo del volantino distribuito alla manifestazione di Milano del 28 febbraio
Il governo Renzi è andato dritto per la sua strada annunciata fin dalla sua costituzione un anno fa.
Una sconfitta pesantissima per i lavoratori: con i decreti legislativi varati dal Consiglio dei Ministri l’articolo 18 non esiste più, d’ora in avanti qualsiasi lavoratore sarà sempre più ricattabile e la sua condizione sarà sostanzialmente quella di precario a vita; tutti sotto il giogo del contratto a tutele crescenti, mentre restano perfettamente in piedi le tante forme dei contratti precari scesi da 47 a 45, per non parlare delle norme che liberalizzano i licenziamenti collettivi.
E non basta, perché i decreti di Renzi estendono il “lavoro accessorio” (quello con i voucher) fino a 7000 euro, distruggono ogni certezza delle mansioni per le quali sei stato assunto, liberalizzano il controllo delle lavoratrici e dei lavoratori con ogni mezzo.
E a chiarire e confermare la natura profondamente reazionaria dei decreti arriva, oltre che della Confindustria, il plauso convinto di Maurizio Sacconi, che vede finalmente attuate le “riforme” che invano cercò di adottare quando era ministro del lavoro dei governi Berlusconi.
Tutti gli attivisti sindacali consapevoli della gravità della situazione e che hanno a cuore le sorte della classe lavoratrice, siano essi militanti dei sindacati di base o della CGIL, devono lavorare con tutte le loro forze per superare la contraddizione tra la forza che ancora i lavoratori hanno (come dimostrato dalle mobilitazioni dello scorso autunno) e l’assoluta mancanza di volontà di usare questa forza dimostrata da Camusso e dal gruppo dirigente della CGIL.
Occorre attivare la massima capacità unitaria, con determinazione e con intelligenza tattica, per non piegarsi alla rassegnazione e alla sconfitta o al tentativo di una difesa, per altro impossibile, solo del proprio ambito organizzativo. Occorre ricercare tutti i terreni possibili per riaprire la lotta e per sfruttare tutte le occasioni in un’ottica di mobilitazione ampia e generale.
Inoltre, d’ora in poi l’attività sindacale sarà sottoposta ad una duplice micidiale tagliola, quella dell’accordo del 10 gennaio 2014 e quella delle norme del JOBS ACT.
Per questo i diversi soggetti sindacali e sociali che hanno realizzato la giornata del 14 novembre 2014 devono ricostruire l’iniziativa unitaria ed avanzare una proposta di lotta e comuni obiettivi per la classe lavoratrice, quella ormai non più garantita (anche se mai lo è stata totalmente), quella precaria, quella molto precaria e quella totalmente disoccupata.
La lotta per il ritiro del jobs act deve ripartire subito e senza tentennamenti. Bisogna imporre il ritiro della legge di stabilità, del piano di privatizzazione della scuola pubblica, della legge Fornero, dello Sblocca Italia (una legge di distruzione dei territori al servizio degli speculatori).
In poche parole occorre opporsi a tutte le misure del governo che applicano in Italia le ricette della Troika europea. Questa è anche la strada più concreta per portare una solidarietà effettiva al tentativo di strangolamento del popolo greco.
A Milano avremo un campo di battaglia ancora più grande. Il 1° maggio governo, regione, giunta comunale e padroni, inaugureranno l’EXPO’. Si tratta della più grande e vistosa esemplificazione di furto, spreco, corruzione, cementificazione della società del capitale. Soprattutto si tratta di un esempio che vuole aprire le strade allo sfruttamento più bestiale del lavoro e delle risorse del pianeta a favore delle grandi multinazionali.
Non staremo a guardare!.
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