NPA (Francia), dopo l’ignobile attentato, l’unità nazionale è una trappola
Pubblichiamo qua sotto il comunicato del Npa (Nuovea Parti Anticapitaliste) sul terribile scenario che si sta sviluppando in Francia dopo il barbaro attentato contro Charlie Hebdo. La piena solidarietà alle vittime, alcune delle quali condividevano le battaglie contro l’estrema destra, il razzismo e le politiche neoliberiste, non può essere strumentalizzata da quelle forze che sono corresponsabili del clima di odio che attraversa il paese d’ Oltr’alpe, così come tutta l’Europa.
Come sostiene il NPA, questi “vogliono dividere le classi popolari, sottometterle alla loro politica, all’ordine sociale che genera la barbarie che pretendono di combattere”. Così avviene in Italia con Salvini, ma anche con settori vicini al governo e con i grande mass media che invocano leggi più severe contro i migranti e il blocco delle frontiere. A questo clima di “unità nazionale” non si sottrae quasi nessuno, neppure il M5S che rivendica più soldi alla polizia. Di fronte ad esso, noi opponiamo l’unione tra i lavoratori e i popoli, per questo promuoveremo e manifesteremo assieme a coloro che in solidarietà alle vittime di Charlie Hebdo lottano “contro tutte le stupidaggini reazionarie che spingono gli uomini e i popoli gli uni contro gli altri, contro tutti ogni pregiudizio oscurantista.”
Uniamoci per la democrazia, la solidarietà contro il razzismo
L’attacco con armi pesanti, che ha fatto 12 morti nei locali del giornale Charlie Hebdo a Parigi, suscita in tutto il paese l’emozione, l’indignazione, la collera e la rivolta. Questo attacco terrorista è insopportabile. L’esecuzione dei dipendenti e dei vignettisti del giornale è un crimine che colpisce noi tutte e tutti, un crimine contro la democrazia e la libertà di espressione. La nostra solidarietà con le vittime di questa follia mortifera è piena e assoluta.
Coloro che hanno commesso questi crimini vogliono terrorizzare, provocare deliberatamente l’orrore e la paura, per creare una situazione di estrema tensione, far precipitare lo scontro e la radicalizzazione. Il pericolo di vedere irrompere il razzismo e l’islamofobia è immenso. Già ora gli atti contro i musulmani (attacco contro alcune moschee, aggressioni…) si moltiplicano. È cruciale controbattere con una condanna e una resistenza senza alcuna concessione. Bisogna anche rifiutare tutte le misure securitarie e liberticide.
Hollande chiama all’unità nazionale, il Partito socialista, l’Ump (gollista) organizzano domenica alcune marce a sostegno dell’unità nazionale nella quali il Front National, ricevuto da Hollande il 9 gennaio, ha chiesto di essere invitato. Gli uni e gli altri cercano così di mascherare la propria responsabilità per il degrado sociale e politico, il clima deleterio che conosciamo oggi. Ciascuno, difendendosi, coltiva un clima xenofobo e razzista, la paura dello straniero, la paura dell’altro, terreno dell’odio. Essi vogliono dividere le classi popolari, sottometterle alla loro politica, all’ordine sociale che genera la barbarie che pretendono di combattere. Il primato del cinismo spetta a Marine Le Pen che ha fatto della xenofobia, della denuncia degli immigrati e degli stranieri la base del suo successo.
Una politica che produce disperazione e barbarie
Questa violenza omicida non nasce dal nulla. Si forma all’interno della violenza sociale e morale che conosce una ampia frazione della gioventù nei quartieri popolari, la violenza del razzismo e della xenofobia, delle discriminazioni, la violenza della disoccupazione e dello sfruttamento. Questa violenza barbare è la figlia mostruosa della guerra sociale che conducono la destra e la sinistra al servizio della finanza. E delle guerre contro i popoli che si sono scetnate a partire dalla prima guerra contro l’Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Africa, in Siria. E della guerra pluridecennale contro il popolo palestinese. Guerre che non puntano che a mantenere il dominio delle multinazionali, il loro diritto a saccheggiare le ricchezze, e che dunque alimentano i peggiori fondamentalismi reazionari. Questa violenza barbara produce un’altra violenza barbara. Non esiste risposta alla decomposizione sociale, di cui il crimine contro Charlie Hebdo è la drammatica espressione, senza combattere le politiche che la producono.
Per la solidarietà tra i lavoratori e i popoli
La nostra solidarietà con Charlie Hebdo, con le vittime di questo crimine terrorista odioso, alcune delle quali sono stati sovente parte attiva nelle nostre battaglie, è la lotta contro tutte le stupidaggini reazionarie che spingono gli uomini e i popoli gli uni contro gli altri, contro tutti i pregiudizi oscurantisti. La democrazia e la libertà di espressione sono inseparabili, così come il rispetto per gli uomini, i popoli e per la vita umana.
Per queste ragioni, nei nostri luoghi di lavoro e di studio, nei luoghi dove abitiamo, dobbiamo discutere, riunirci, manifestare per costruire la necessaria solidarietà, con lo scopo di far vivere la democrazia e la libertà, in tutta indipendenza dalle forze reazionarie e dal governo.