Sciopero di classe! Dibattito a Roma giovedì 16 ottobre

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Questo non sarà un paese per giovani…

Siamo di fronte ad un ulteriore paradosso italiano: Matteo Renzi, il più giovane presidente del consiglio nella storia del nostro paese si sta accanendo come nessun altro prima contro le giovani generazioni.

Dopo aver messo in cantiere il “Piano scuola” contro la quale giustamente studenti ed insegnati scendono in piazza il 10 ottobre, negli stessi giorni il governo Renzi sta portando avanti una riforma della legislazione sul lavoro, il Jobs Act, che se approvata renderà ancora più difficile e precario l’accesso al mondo del lavoro per un/una giovane.

Il Jobs Act prevede che un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato per i primi anni non goda degli stessi diritti degli altri lavoratori, ed in particolare dell’articolo 18: il datore di lavoro potrà quindi licenziarlo in qualunque momento pagando esclusivamente un indennizzo.

Questo significa che quando un giovane lavoratore dopo anni e anni di lavoretti precari riuscirà finalmente a farsi assumere a tempo indeterminato dovrà ancora attendere vari anni prima di avere essere sicuro di avere uno stipendio stabile, e quindi prima di poter fare un mutuo per comparsi una casa o poter programmare la propria esistenza assieme al proprio partner.

Non solo: il Jobs Act prevede di eliminare il divieto di controllare a distanza i lavoratori (con telecamere o sistemi informatici), e permetterà il demansionamento e quindi l’abbassamento del livello contrattuale e della paga a piacimento del datore di lavoro. Renzi quindi vuole trasformare i posti di lavoro in caserme dove il lavoratore viene controllato e punito senza possibilità di appello.

Ma al danno si aggiunge pure la beffa: grazie all’incredibile servilismo dei principali mezzi d’informazione Renzi può impunemente affermare che il Jobs Act permetterà di ridurre la disoccupazione giovanile arrivata ormai allo scandaloso livello del 44% nel nostro paese.

Basterebbe un po’ di onestà intellettuale per smentirlo ricordando che riducendo i diritti dei lavoratori non si creano posti di lavoro, anzi: a lavoratori precari e ricattabili vengono imposti orari più lunghi e intensità produttive più alte, riducendo quindi la necessità di assumere altro personale.

Piano scuola e Jobs Act assieme renderanno ancora più insopportabile la vita dei/delle giovani, prima da studenti e poi da lavoratori.

E’ quindi necessario unificare le mobilitazioni promosse dalle forze sindacali che si oppongono al Job Act con quelle del mondo della scuola per respingere gli indecenti progetti del governo Renzi.

SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA: NO JOBS ACT! NO PIANO SCUOLA!

Giovedì 16 ottobre ore 18,30
Via dei Latini, 73 (San Lorenzo), Roma

Assemblea pubblica con:

Sergio Bellavita – Cgil – Il sindacato è un’altra cosa

Francesco Raparelli – Strike Meeting

Mario Sanguinetti – Rsu Cobas – Lavoratori autoconvocati della scuola

Un@ rappresentante degli studenti medi

Sinistra Anticapitalista Roma

Evento Facebook: http://on.fb.me/1yp0qCE