Napoli: scheda per il per il convegno del controsemestre a Napoli il 4 ottobre su Società partecipate e azienda speciale
Questa scheda è stata elaborata dalle compagne e dai compagni impegnati, nel percorso del Controsemestre popolare, alla preparazione del Convegno sulla privatizzazione delle società partecipate in Campania.
Non è possibile condurre una vertenza contro la privatizzazione di un servizio pubblico senza avere coscienza di essere parte, sia pur limitata, di uno scontro mondiale tra gli interessi del capitale internazionale e i bisogni dei popoli del pianeta. Infatti uno dei principali obbiettivi di fase del capitalismo contemporaneo è trarre profitti non solo dalla produzione di beni ma anche dalla erogazione di servizi che tradizionalmente rientravano nelle competenze specifiche degli stati. Gestire trasporti, poste, difesa dell’ambiente, cultura, istruzione, sanità, assistenza sono le prioritarie aspirazioni delle multinazionali e la regolamentazione degli accordi internazionali è molto più avanzata di quanto possa credersi. Il dibattito, ma anche la sola conoscenza di questi temi è estremamente limitata. Le trattative internazionali si svolgono sotto silenzio e non competono agli stati nazionali ma all’UE. E’ perciò molto importante portarle alla conoscenza dei lavoratori e degli utenti.
E’ dal febbraio del 2012 che a Ginevra si sta negoziando il Trade in Services Agreement, il cui acronimo è TiSA (http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/tisa/). Gli stati attualmente coinvolti sono 23 e rappresentano il 70% degli scambi di servizi livello mondiale (i 28 paesi dell’UE sono considerati un unico stato). Altri paesi sono in procinto di aderire come la Cina, il Brasile e l’Uruguay, e quando un numero significativo dei paesi aderenti al WTO vi aderirà il trattato sarà automaticamente esteso a tutti i membri del WTO. Il trattato si pone l’obbiettivo di liberalizzare i servizi, ampliando il precedente trattato del GATS (http://www.wto.org/english/docs_e/legal_e/26-gats_01_e.htm).
Bisogna anche ricordare che il percorso di liberalizzazioni era stato frenato dalle contestazioni degli antiglobal, nonché dall’opposizione di paesi quali il Sudafrica, India, Russia, Cina e Brasile che riuscirono alla conferenza di Doha a mettere insieme più di novanta paesi in modo da bloccare il WTO. Purtroppo oggi le condizioni sono diverse: non c’è un movimento adeguato di contestazione e molti dei paesi cosiddetti emergenti sono oggi più interessati agli scambi globali. Nel frattempo i capitalisti del settore dei servizi danno luogo ad una specie di Confindustria globale fondando la GSC, Global Services Coalition (http://www.esf.be/new/links/global-services-coalitions/), che nel 2012 ha indotto i governi a promuovere il TiSA. E’ da notare che la GCS, con metodi tutti da verificare, ha sedotto il parlamento europeo, facendogli approvare il 4 luglio 2013 una risoluzione di congratulazioni per l’apertura delle trattative sul TiSA: hanno votato a favore socialisti e liberaldemocratici, contro GUE e verdi.
I testi discussi dal TiSA rimangono segreti, sebbene qualcosa sia trapelato tramite Wikileaks: gli obiettivi del trattato restano la privatizzazione di tutti i settori, compresi la formazione, i trasporti, salute, erogazione di acqua, energia, gas. Si cerca di smantellare le norme in materia di sicurezza, protezione dell’ambiente, difesa dei consumatori, diritti sindacali. Si vieterebbe la ripubblicizzazione dopo una privatizzazione e ci sarebbe una clausola per cui ogni variazione di un servizio deve essere più conforme al trattato e non viceversa. Contrariamente al GATS, inoltre, il TiSA si interesserà anche di sanità ed istruzione.
E’ evidente che bisogna approfondire e diffondere queste argomentazioni, ma soprattutto è nostro compito proporre la mobilitazione contro il TiSA e collegare l’opposizione crescente contro il TTIP anche al TiSA. A tal proposito, bisogna costruire anche a Napoli un coordinamento di soggetti politici e sindacali che aderisca l’11 ottobre alla giornata europea contro il TTIP.