#17M, Renzi non è un bene comune

di Checchino Antonini da popoff.globalist

NEWS_201232Preceduto da articoli intimidatori e seguito da titoli stupiti per l’assenza di scontri, il corteo contro le privatizzazioni e per i beni comuni ha sfilato per la Capitale nel pomeriggio di sabato 17 con una portata politica ad ampio raggio. Quella che s’è snodata da Piazza della Repubblica a Piazza Navona era una mappa dei conflitti territoriali (casa, tav, grandi navi, muos, inceneritori, discariche ecc…), del sindacalismo più o meno conflittuale (dalla Fiom alla minoranza Cgil, dai Cobas all’Usb), degli arcipelaghi dei centri sociali, dell’associazionismo e della sinistra antiliberista (da Rifondazione a Sinistra anticapitalista, Pdci e Pcl ecc…), molte le bandiere della lista Tsipras e diversi candidati in piazza. Tutti dietro ai movimenti per l’acqua per denunciare un’ondata senza precedenti di privatizzazioni, dismissioni, tagli, deregulation. Ttip, Troika, Fiscal compact, pareggio di bilancio, grandi opere ecc… Almeno quarantamila secondo gli organizzatori, comunque più del 12 aprile scorso (sebbene ci sia in corso la campagna elettorale per 4mila comuni e per Piemonte e Abruzzo) quando la chiamata era stata a cura di un pezzo del movimento per il diritto all’abitare e contro l’austerity. 

Giocando sulle date di altre manifestazioni si potrebbe dire che in piazza c’era sia la gente del 12 ottobre scorso (l’iniziativa di Landini e Rodotà in difesa della Costituzione) sia i popoli del 18 e 19 ottobre, sindacati di base e reti di movimento, che si accamparono tra S.Giovanni e Porta Pia. «Oggi si ricompone un fronte – spiega Cristiana del Crap, il comitato romano per l’acqua pubblica – ed è il primo corteo dopo le roboanti dichiarazioni di Alfano per bandire le manifestazioni dal centro della Capitale all’indomani degli scontri del 12 aprile». E se al corteo è stata impedita la possibilità di manifestare sotto il ministero dell’Economia e sotto la sede della cassa depositi e prestiti, in realtà dopo quattro anni – finalmente – una manifestazione è potuta entrare in Piazza Navona con buona pace di un ordine del giorno proposto dal Pd del primo municipio per allontanare il conflitto sociale dal centro storico. Ingente lo schieramento di polizie a sigillare qualsiasi pertugio potesse convogliare i manifestanti sotto al Parlamento. I bottegai angosciati per il calo degli affari nei giorni di corteo si chiedano quanto siano un deterrente allo shopping i check point di robocop piazzati nei punti strategici della città. 

18pol1f01beni-comuni-foto-sabbadini-704x400«Da qui dovrebbe partire un coordinamento che gestisca il controsemestre popolare, il contraltare alla presidenza italiana dell’Ue per arrivare all’Expo del 2015», a Popoff Marco Bersani di Attac e del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Già in piazza alcuni striscioni ricordavano la data dell’11 luglio, a Torino, per la contestazione di un vertice sulla disoccupazione. «Il controsemestre popolare dovrà segnare l’opposizione alle politiche di austerità in Europa ma anche a Renzi e al governo italiano – ricorda, tra gli altri anche Nando Simeone di Sinistra Anticapitalista – che riesce a fare peggio della stessa Troika: alcuni giuslavoristi hanno denunciato il jobs act perché le direttive sono più garantiste di quelle europee. Renzi vuole fare il primo della classe, ecco perché crediamo sia pericoloso».