Conferenza stampa della minoranza Cgil
di Andrea Martini

Si è svolta oggi, presso la sede nazionale di Corso d’Italia, una conferenza stampa dei promotori del documento n. 2 per il XVII Congresso nazionale della Cgil.
Durante la conferenza è stato reso noto il testo e le motivazioni per le quali l’area che sostiene il documento “Il sindacato è un’altra cosa” vuole che il Collegio Statutario della Cgil nazionale verifichi se con la firma della segretaria generale in calce all’accordo del 10 gennaio non sia stato violato lo statuto della Cgil.
Secondo la minoranza della Cgil l’atto di Susanna Camusso inoltre contraddice clamorosamente anche la sentenza del 23 luglio 2013 con cui la Corte costituzionale dichiara inammissibile che i diritti sindacali nelle aziende siano subordinati alla sottoscrizione di accordi contrattuali o interconfederali.
Cremaschi ha anche smentito puntualmente le affermazioni che la leader della Cgil ha fatto in una lettera a tutte le iscritte e gli iscritti pubblicata il 27 gennaio.
Inoltre nel corso della conferenza stampa è stato fatto il punto sull’andamento delle assemblee di base che costituiscono la prima determinante fase della tornata congressuale della Confederazione.
Si è valorizzato il grande lavoro che centinaia di iscritte e di iscritti, semplici lavoratori o al massimo delegati di posto di lavoro, privi di ogni risorsa, di permessi e agibilità, stanno facendo per far essere presente il secondo documento nel maggior numero possibile di assemblee.
Certo, vista la abissale sproporzione delle forze di apparato, la minoranza riuscirà ad essere presente solo in una parte delle oltre 50.000 assemblee di base previste.
Ma il vero problema non è né la disparità di forze né la mancanza di risorse. Il fatto è che l’apparato, le migliaia di funzionari messi in campo dalla organizzazione di Corso d’Italia reagiscono scompostamente alla battaglia condotta dalla minoranza che preannuncia la pubblicazione, prima della fine della tornata delle assemblee (prevista per il 21 febbraio), di un “libro bianco”, di un dossier che illustrerà e denuncerà le diffuse irregolarità (al limite del broglio e, a volte, al di là del limite) adottate per contenere i risultati della minoranza e manipolare pesantemente i risultati congressuali.
Proprio per questo, i due compagni, Barbara Pettine e Fabrizio Burattini, che rappresentano la minoranza nella Commissione nazionale di garanzia congressuale hanno resa nota la dichiarazione messa a verbale al termine della riunione del 28 gennaio, con la quale la minoranza mette in guardia l’apparato sulla possibilità molto concreta che i risultati congressuali vengano ritenuti inattendibili e inaccettabili dal documento “Il sindacato è un’altra cosa”.