Il capitalismo porta la guerra, come il vento la tempesta

Comunicato della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista

Alcune/i compagne/i ci hanno chiesto una sintesi delle nostre posizioni sulla guerra in Ucraina espresse nei vari articoli del sito di Sinistra Anticapitalista. Ci proviamo

Pensiamo che, dopo la dissoluzione dell’URSS avvenuta agli inizi degli anni 90, la Russia sia uno stato capitalista con una classe dominante, i cosiddetti oligarchi, cioè i capitalisti russi, impadronitisi delle grandi ricchezze pubbliche del paese. La Russia imperiale di Putin, che si propone di ricostruire il vecchio impero zarista di dominio, è oggi una delle potenze imperialiste presenti del mondo insieme a USA, UE e Cina, tutte quante in concorrenza tra loro ed anche in possibile conflitto militare per il controllo e l’egemonia nel pianeta.

Siamo contro l’aggressione e l’invasione da parte delle truppe russe dell’Ucraina, una nazione oppressa e subordinata a cui deve essere riconosciuto il pieno diritto alla propria indipendenza ed autodeterminazione.

Siamo per il ritiro dell’esercito russo, denunciamo i crimini che questo ha commesso in Ucraina, come già era avvenuto in altri paesi, dalla Cecenia alla Georgia e Siria e il recente massacro dei lavoratori in sciopero in Kazakistan.

Siamo per il diritto del popolo ucraino a difendersi dall’aggressione e a resistere con tutti i mezzi disponibili. Siamo per l’annullamento del debito che grava sull’Ucraina. Solidarizziamo con la popolazione ucraina e sosteniamo le forze della sinistra socialista presenti impegnate nella lotta contro l’invasione, ma autonome e in opposizione al governo liberista di Zelensky.

Siamo per costruire la solidarietà e il sostegno e l’accoglienza a tutti i profughi, a tutte e tutti coloro che fuggono dalla guerra, qualsiasi sia il colore della loro pelle e della loro religione.

Sosteniamo le forze socialiste e democratiche che in Russia si oppongono alla guerra; vogliamo costruire la solidarietà con queste forze che il regime cerca di far tacere con la repressione. Siamo per costruire un rapporto di unità e di fratellanza tra le forze politiche e sociali e sindacali della sinistra dei paesi occidentali con quelle dell’Ucraina, della Bielorussia e della Russia.

Non ci dimentichiamo neppure per un attimo che cosa hanno rappresentato e rappresentino l’imperialismo Usa e quello dell’UE e il loro strumento militare la Nato, le loro guerre di aggressione, i loro crimini e massacri e continuiamo a denunciarli e a svelare tutte le ipocrisie dei media e dei dirigenti politici occidentali che hanno coperto questi crimini e che usano due pesi e due misure di fronte alle oppressioni imperialiste nel mondo. Non abbiamo dimenticato i palestinesi, il popolo curdo, quello iracheno, quello afghano.

Siamo oggi più che mai contro gli imperialisti occidentali che in questo conflitto sono uno dei soggetti presenti ed hanno scelto, tirati da USA e GB, a loro volta di cronicizzare la guerra, invece di agire per costruire le condizioni di un cessate il fuoco e di una de escalation e quindi la fine della guerra stessa.

Siamo contro le politiche del governo italiano, contro l’aumento delle spese militari, contro la corsa al riarmo e quindi l’invio di nuove armi sul teatro di guerra sia perché i due elementi sono tra loro collegati strettamente, sia perché queste scelte sono alternative a una reale iniziativa per costruire le condizioni della fine del conflitto.

Siamo contro la militarizzazione della società, l’ideologia della guerra inevitabile, la militarizzazione degli spiriti e della società che i media nel nostro paese conducono quotidianamente.

Siamo contro la propaganda guerresca e reazionaria che vuole far credere che la Nato sia simbolo di libertà e non di intervento e di oppressione come è stato negli ultimi 30 anni della storia.

Contrastiamo quelli che nella sinistra in Italia e altri paesi ragionano con i piedi e non con la testa in base alla logica idiota per cui il nemico del mio nemico è mio amico che li porta a giustificare o minimizzare le oscenità di Putin, credendo di combattere in questo modo l’imperialismo occidentale.

Siamo per l’uscita dell’Italia dalla Nato e per lo scioglimento di tutte le alleanze militari, quella occidentale e quella sotto egemonia russa; siamo per il disarmo nucleare globale, contrastando la folle corsa al riarmo dell’Europa, della Cina, della Russia e degli USA.
che ha il solo fine di sostenere gli interessi di tutte le borghesie e le loro politiche imperialiste.

Siamo solidali con tutti i popoli oppressi dagli imperialisti in qualsiasi parte della terra si trovino e qualsiasi sia il colore della loro pelle e la loro religione.

Siamo solidali e partecipi con tutte le forze sociali politiche e di buona volontà che cercano di ricostruire un movimento di massa contro la guerra, che organizzano la solidarietà reale con i profughi e gli oppressi, che lavorano per far sentire nuovamente la voce della pace e della giustizia contro le sirene della guerra.

Siamo per l’immediata fine dei bombardamenti, per il cessate il fuoco, per la de-escalation, quindi per le trattative e la soluzione pacifica del conflitto con il pieno riconoscimento dell’autodeterminazione del popolo ucraino e di tutti gli altri popoli presenti nella regione.

La continuazione della guerra non può che portare più distruzioni, più morti, possibili nuove carestie alimentari in paesi lontani e poveri, nuovi eventi terribili fino anche alla guerra mondiale; e la continuazione della guerra può solo rendere ancor più difficile ed anche impossibile affrontare i tremendi problemi climatici ed ambientali, in un contesto poi in cui la grande pandemia non è stata ancora vinta.

Ci opponiamo fermamente alla guerra in quanto essa rappresenta la massima espressione del dominio capitalista e patriarcale. La guerra oltre che morte e distruzione, è annientamento dell’autodeterminazione dei popoli, delle donne e delle persone LGBTQ*. Ne denunciamo il carattere machista e patriarcale che emerge chiaramente sia sul campo di battaglia dove il corpo delle donne diventa brutalmente “bottino di guerra” tramite gli stupri commessi dall’esercito russo invasore (ma non mancano denunce anche verso soldati ucraini) sia nella retorica di esibizione di muscoli di governi e media di tutte le parti del conflitto.

Il capitalismo porta la guerra, come il vento la tempesta: per questo siamo contro tutti gli imperialismi, contro tutti i loro diversi campi, siamo per costruire l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori al di sopra delle frontiere contro tutti i capitalisti sfruttatori.

E’ questo il significato del 25 aprile e del Primo maggio

 

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