12 giugno marcia popolare No tav da Bussoleno a San Didero

di Gippò Mukendi Ngandu

Sabato 12 giugno tornerà ad essere protagonista in val di Susa il movimento No Tav a più di un anno dallo scoppio della crisi pandemica. Il ritrovo è a Bussoleno in piazza del Mercato alle ore 14. L’arrivo è previsto a San Didero davanti al cantiere per il nuovo autoporto che sostituirà quello attuale di Susa, i cui lavori sono stati affidati a Telt dopo l’imponente blitz che il 13 aprile ha messo fine all’esperienza del primo presidio no tav e dove è già stato allestito un nuovo presidio, costruito appositamente per accogliere la marcia.

Il cantiere di San Didero costituisce una nuova grave ferita per la Valle. Il nuovo autoporto, con la prossima chiusura del tunnel del Monte Bianco e con la chiusura del Tenda, ospiterà molto probabilmente gran parte del traffico del trasporto merci su gomma diretto verso la Francia, il tutto mentre si continua a giustificare la Nuova Linea Torino Lione come un’opera necessaria per la diminuzione del traffico su gomma.

La nuova transizione ecologica promossa nel Ricovery plan mostra già da subito il suo vero volto: costruzione di nuove grandi opere e ulteriore devastazione ambientale.

L’obiettivo della marcia è chiaro, come è stato ribadito da numerosi interventi durante l’assemblea che si è tenuta martedì a Bussoleno, a conclusione di un percorso che ha visto diversi incontri nei comuni della Valle. Dare vita ad una marcia popolare, partecipata e pacifica capace di unire tutta la Valle e le diverse anime, dai giovani che apriranno il corteo ai tecnici, dalle diverse anime del movimento ai Sindaci e agli amministratori.Non pochi interventi hanno posto l’attenzione di non rispondere alle provocazioni della polizia.

La risposta sarò senz’altro positiva, non ne dubitiamo, in un momento di certo non facile, come del resto è emerso durante l’assemblea. La crisi pandemica ha reso più difficile non solo le lotte sociali, che pure non sono mancate, ma anche quelle territoriali. La repressione, tuttavia, non si è fermata ed ha continuato a colpire diversi esponenti del movimento No Tav. Le compagne e i compagni in carcere e ai domiciliari sono stati ricordati con un caloroso e affettuoso applauso.

La marcia si pone, quindi, come obiettivo di ritrovare le forme collettive di partecipazione che hanno da anni caratterizzato il movimento in Val di Susa e di costruire un punto di riferimento su tutto il territorio nazionale per tutte quelle lotte che pongono al centro il diritto alla salute, la tutela dell’ambiente e la resistenza alle politiche mortifere liberiste e capitaliste.

Non a caso, il 13 giugno si riunirà a Venaus l’Assemblea nazionale, che si pone l’obiettivo di un confronto tra le varie esperienze di lotta territoriali.

Sinistra Anticapitalista sarà presente alla marcia No Tav e invita tutte e tutti a partecipare, non solo per ribadire che il movimento No Tav non è finito, ma anche per lanciare una nuova stagione di lotte sociali e territoriali contro un modo di produzione sempre più vorace che distrugge le nostre vite in nome del profitto.