4 giugno a Torino contro i CPR

Il 23 maggio MOUSSA BALDE si è ucciso nel CPR di Torino.
Un ragazzo che ha lasciato l’Africa per trovare lavoro in Europa per costruirsi una vita degna, da lavoratore. In Europa la violenza razzista, l’indifferenza e l’illegalità dello Stato l’hanno ucciso.
Perché, sia chiaro, Moussa è un’altra vittima del liberismo capitalista, che uccide nel Mediterraneo, sul Rio Grande, nei “campi di concentramento” libici e sui posti di lavoro.
Moussa il 9 maggio è stato aggredito selvaggiamente a Ventimiglia da tre razzisti. Non sembra neanche concepibile che un ragazzo solo, senza strumenti, ferito, venga, dopo l’aggressione, internato nel CPR di Torino senza sostegno psicologico, senza una minima attenzione al suo stato emotivo. Anzi nel CPR è stato isolato.
La segregazione a cui vengono sottoposte persone che non hanno commesso nessun crimine e che vengono brutalmente isolate negli “ospedaletti” o addirittura recluse nelle illegali celle di sicurezza semi-interrate, produce spesso atti autolesionisti, fino a casi di suicidio. La stessa sorte di Moussa, due anni fa toccò a Faisal Hussein, lasciato per tanti mesi nella segregazione del C.P.R. nonostante, probabilmente, avesse problematiche psichiche
Siamo sempre stati contrari all’esistenza dei CPR che privano della libertà persone che non hanno commesso nessun reato e ci impegniamo ad aderire alle lotte per far chiudere il CPR di Torino. In attesa che questo avvenga sosteniamo gli avvocati dell’ASGI nel loro impegno per riportare la struttura di corso Brunelleschi a standard accettabili di umanità, dignità e di rispetto delle Leggi.
Parteciperemo, ed invitiamo tutte e tutti a partecipare, alla manifestazione che si terrà davanti alla Prefettura di Torino, in Piazza Castello, venerdì 4 giugno , dalle ore 16.00