I padroni di Fiat e Peugeot si sentono illuminati di stelle. E chi ci lavora?

FCA-PSA diventano STELLANTIS. Nasce il 4° gruppo automobilistico mondiale – Sinistra Anticapitalista Torino –

Oggi, 4 gennaio, le assemblee degli azionisti della FCA e della PSA votano la fusione dei due gruppi automobilisti, (l’antitrust europeo aveva concesso qualche settimana fa il via libera) dando vita a una nuova società dal nome altisonante Stellantis (dal latino: illuminati di stelle). La chiusura dell’operazione dovrebbe essere formalizzata entro il mese di gennaio.

Nasce così il 4° gruppo automobilistico del mondo con circa 8,1 milioni di auto vendute, 400 mila dipendenti e 180 miliardi di fatturato. I due padroni calcolano (sperano) che le sinergie della fusione producano una valore di 5 miliardi annui.

Il consiglio di Amministrazione di Stellantis sarà composto da 5 consiglieri della FCA e da 5 della PSA più l’Amministratore delegato attuale della PSA, Carlos Tavares che diventa anche l’Amministratore delegato della nuova società. Il presidente della FCA, Elkan, diventa il Presidente della nuova casa automobilista e Mike Manley, il suo Amministratore delegato  il responsabile per le Americhe. Vicepresidente di Stellantis sarà Robert Peugeot, l’attuale presidente della PSA. 

Il maggior azionista sarà la Exor (cioè la famiglia Agnelli) con il 14,4% seguito dalla famiglia Peugeot con il 7,2%; seguono lo stato francese con il 6% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%; le quote dello stato francese dei cinesi dovrebbero scendere a breve a vantaggio della famiglia Peugeot. Agli azionisti delle due parti viene elargito un cospicuo regalo per il nuovo anno, (poco meno di quanto preventivato un anno fa): a quelli della FCA 2,7 miliardi di dividendi più una distribuzione di carta Faurecia (la componentistica Peugeot) di 1,7 miliardi; a quelli della Peugeot 2,7 miliardi di dividendi  e carta Faurecia di 1.350 miliardi.

Il giornale degli Agnelli, La Repubblica, dedica oggi due “splendide” pagine elogiative delle “gesta” delle due famiglie dalle due parti delle Alpi.   Per un approfondimento si rimanda a quanto scritto in merito da noi e dai compagni francesi un anno fa all’annuncio dell’accordo. Di seguito invece il commento politico e le domande che il nostro circolo di Torino pone all’attenzione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori.

[qui l’intervista collettiva, curata da Fabrizio Burattini, sulla condizione dei lavoratori nella ex Fiat]

Ci siamo. Da Fiat a Fca e ora Stellantis. Gli azionisti di Psa e Fca confermano oggi la fusione tra le due multinazionali. Ai dirigenti sindacali italiani non dovrebbe sfuggire che si tratta piuttosto e soprattutto di una acquisizione operata dal gruppo francese, il cui management avrà un ruolo fondamentale nelle scelte da realizzare. Questo vuol dire che il futuro produttivo delle strutture attuali di Fca saranno decise altrove e, si sa, le ristrutturazioni che sicuramente saranno fatte, potrebbero essere dolorose.

Al momento, tra gli esponenti sindacali si preferisce crogiolarsi sugli effetti positivi che la fusione apporterà al nuovo gruppo produttore di autoveicoli. Il futuro di Psa e Fca separate sarebbe stato difficile nella guerra tra concorrenti nell’automotive. Tant’è che auspicano che Stellantis colga le opportunità che la forza della fusione darà per imporre sul mercato i propri prodotti. Più realistici e cauti in casa Fiom-cgil. Più consapevoli che le fusioni aiutano la capacità competitiva, ma al prezzo di razionalizzazioni, ovvero, con tagli occupazionali che mettono per strada tantissimimi lavoratori E quando si taglia occupazione, ne vanno di mezzo anche i salari e le condizioni di lavoro di chi ha la fortuna di rimanere in attività. 

Così i sindacati hanno chiesto incontri con i vertici del nuovo gruppo per conoscere i piani produttivi. Piani produttivi che l’azienda predisporrà per valorizzare al massimo la sua competitività contro la concorrenza e aumentare i suoi profitti per dare (come pochi mesi fa) agli azionisti, montagne di denaro. Sapendo come gira il mondo, tutto quel ben di dio dato ai dirigenti e agli azionisti di Stellantis, sarà il frutto di maggiori carichi di lavoro, bassi salari e … licenziamenti.

Dunque, le organizzazioni sindacali che seguono il settore, oltre a chiedere incontri con i dirigenti del nuovo gruppo, – ci chiediamo – hanno sentito i sindacati in Psa? Hanno avviato una discussione per affrontare assieme, con i lavoratori e le lavoratrici di tutti gli stabilimenti e uffici di Stellantis, in Francia e in Italia, in Polonia e in Turchia, in Tunisia e in Serbia, i piani produttivi che la proprietà vorrà imporre e che non saranno indolori? Cioè hanno fatto non solo qualche comunicato o incontro di facciata, ma un lavoro serio per mettere a punto una capacità sindacale di reggere i processi di ristrutturazione e di avere la forza di una reale capacità negoziale con la direzione dell’azienda, che per essere efficace deve avere una dimensione internazionale? O tra qualche mese ce la prenderemo con i francesi che chiudono stabilimenti in Italia e si dirà che la colpa è dei lavoratori francesi che ci portano via il lavoro?

Costruire una azione sindacale vuol dire costruire l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, in una stessa azienda, a livello nazionale, ed oggi più che mai anche a livello internazionale. Questa deve essere la bussola, anzi la Stella Polare di un sindacato di classe che voglia difendere le condizioni di lavoro e di vita delle classi lavoratrici.