Carrara contro la devastazione delle Apuane. E’ stato solo un inizio

E’ stata solo una preview. La scena ce la prenderemo a primavera con un grande corteo.

Bella e grande riuscita della giornata di mobilitazione promossa e organizzata da Athamanta. L’intera giornata del 24 ottobre ha visto tutto il territorio di Carrara, dalle Apuane alla zona industriale, interessato da azioni di denuncia e sensibilizzazione con la partecipazione di diverse centinaia di attivisti. Denunciare la devastazione delle Apuane e sfatare la contraddizione tra lavoro e ambiente sono stati i temi che hanno attraversato la giornata.

“Non contro i lavoratori, ma contro lo sfruttamento di lavoro e ambiente”
Davanti alla sede di Confindustria è stato ribadito che i nostri nemici non sono i lavoratori, ma quanti si ritengono ed agiscono come padroni. Confindustria è l’emblema di un retaggio antico: qui è rappresentato chi fattura milioni e continua a tagliare posti di lavoro perché il suo unico interesse è massimizzare i profitti, chi si pensa proprietario del bene comune e dei corpi dei lavoratori …

Essere uniti e cercare un dialogo con chi questo sistema lo vive veramente, con chi davvero versa il proprio sangue in cava (che non sono di certo i padroni) e quindi un dialogo fra ambientalisti e lavoratori che sarà necessario per rendere vivibile un territorio ormai devastato da uno sfruttamento senza misura. Proprio in queste stanze opera chi crea odio, false opposizioni e mistifica la distruzione del bene comune: i delinquenti sbranatori sono i padroni, non certo i lavoratori .

La mobilitazione di ieri ha visto prima una “Camminata contro la devastazione”, poi un flashmob in piazza Alberica.

 Le Alpi Apuane, montagne uniche per la loro conformazione geologica, attraversate dal più esteso sistema carsico d’Italia, sede della più grande riserva idrica della Toscana e del 50% di tutta la biodiversità della regione toscana, sono vittime di un’escavazione selvaggia che le sta distruggendo ad un ritmo impressionante. Negli ultimi 30 anni è stato estratto più marmo che in tutti i 2000 anni di storia precedenti. Oltre l’80% del materiale estratto è ridotto in polvere per produrre carbonato di calcio. Parliamo di un totale di 3-6 milioni di tonnellate ogni anno. Le conseguenze sull’ambiente e sulle vite sono devastanti: muore in media una persona all’anno nel lavoro in cava, si spendono oltre 500 mila euro per depurare l’acqua inquinata dalla marmettola (residuo polveroso dell’estrazione), molteplici specie vegetali sono a rischio di estinzione ed il dissesto idrogeologico rappresentato da questa attività è stato concausa di ben 8 alluvioni in 20 anni.

Per tutte queste ragioni Athamanta, percorso di cui fanno parte decine di realtà tra cui Sinistra Anticapitalista Massa Carrara, ha lanciato la “mobilitazione intergalattica” del 24 ottobre invitando chiunque voglia difendere queste montagne irripetibili a scendere in piazza o a mandare gesti di solidarietà sotto lo slogan #FermiamoLaDevastazione.