Con le lavoratrici e i lavoratori in sciopero contro la precarietà e a difesa della scuola pubblica

Sinistra Anticapitalista sostiene le lavoratrici e i lavoratori della scuola in sciopero della scuola indetta da alcuni sindacati di base tra cui Cub, Sgb, Usi, Adl Cobas che hanno appoggiato e sostenuto la mobilitazione contro la precarietà del Coordinamento precari autoconvocati.

Lo sciopero e le manifestazioni del 14 febbraio sono un segnale importante nella lotta contro la precarietà, per il salario e la difesa della scuola pubblica.

L’aziendalizzazione della scuola pubblica sta diventando progressivamente una realtà. I vari governi di centrodestra e centrosinistra, così come quello sedicente “giallorosso”, hanno lavorato con zelo per asservire la scuola alle logiche del mercato e del profitto.

Come una “buona” azienda capitalistica, anche la scuola deve predisporsi al risparmio. Non a caso il precariato non rappresenta più da anni l’eccezione, ma la norma. E lo sarà anche nei prossimi anni. Il decreto “salva-precari”, lungi dall’essere salvifico, va in questa direzione. Per il concorso, infatti, sono banditi 24 mila a posti a fronte di un numero di cattedre che nell’anno scolastico attuale è arrivato a più di 100 mila posti.

Per chi non vuole investire nella scuola, così come in tutto il settore pubblico, i precari sono utili. Essi non godono degli stessi diritti dei docenti di ruolo; non hanno diritti ai permessi retribuiti, se non in rarissimi casi; non vedono progressioni stipendiali; subiscono decurtazioni allo stipendio quando sono in malattia.

Tutto questo crea una forte divisione nel corpo insegnanti, che la “Buona scuola” aveva già cercato di dividere attraverso il “bonus” legato al merito, cancellato nell’ultima manovra anche se, essendo già stato sottoscritto il contratto che ne disciplina il riparto per l’anno scolastico 2019-2020 rende possibile mutare la destinazione delle somme, consentendo che ciascuna scuola decida liberamente, col contratto di sede, a quale fine destinarle. In poche parole anche il bonus scuola, uscito dalla porta, rischia poi di ritornare dalla finestra.

La situazione sta diventando a tal punto insopportabile che anche i sindacati confederali hanno provvisoriamente rotto il tavolo delle trattative con il governo e indetto uno sciopero, anche se tardivo, il 17 marzo. C’è il rischio che lo sciopero risulti solo una semplice minaccia per raggiungere un accordo sul concorso senza, tuttavia, metterne in discussione l’impianto.

La convocazione dello sciopero del 14 febbraio ha già avuto un merito, quello di mettere in luce la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori precari. La speranza è che riesca innescando una mobilitazione generale che coinvolga tutto il mondo della scuola, a partire dalla richiesta della stabilizzazione dei precari su ogni posto disponibile, la trasformazione delle cattedre di fatto in cattedre di diritto, la restituzione delle cattedre già cancellate dai governi precedenti, ma anche forti aumenti in busta paga e il riconoscimento di alcuni diritti come la mensa, così come un un piano straordinario di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici e la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti che subiscono il processo di aziendalizzazione delle scuole, squalificando la maggior parte degli istituti e peggiorando le condizioni di studio, sarà più che mai necessario.