Ciao Pina, la dolce Resistenza

Pochi giorni fa si è spenta la compagna Pina Sardella. Pur non avendoci seguiti nella costruzione di Sinistra Anticapitalista, Pina è stata militante della IV Internazionale per moltissimi anni e molti e molte di noi l’hanno avuta al fianco. Vogliamo ricordarla utilizzando le parole di un compagno comune che con lei ha mantenuto una forte relazione di amicizia


di Roberto Venini

Con Pina Sardella ci siamo conosciuti nella prima metà degli anni ‘70, quando i GCR ripartivano a Milano dal quasi annientamento post Sessantotto, con pochi mezzi,  grande orgoglio, e l’infinita qualità di chi aveva resistito( Silvio Paolicchi raggiunto da Roma da Edgardo Pellegrini, Elettra Deiana, Antonio Moscato, Titti Pierini, solo alcune ed alcuni tra tanti, sul filo della memoria).

Stavano ricostruendo, con l’aiuto inesperto di giovani compagni, un centro vitale della direzione della sezione della Quarta a Milano e tutto ci pareva, allora, ragionevolmente possibile.

Tra questi  vi era un grafico talentuoso che, nella nostra narrazione, si raccontava fosse stato licenziato dalla Mondadori per aver difeso più che vigorosamente un picchetto in sciopero da un tentativo di sfondarlo con l’auto dello stesso Mondadori: si chiamava
Davide Danti ed ha regalato, per tutta la sua vita, alla giusta causa, l’arte che sapeva creare. Di lui, fortunatamente restano, oltre al ricordo, le sue opere sparse tra Milano e la Lunigiana.

E Pina con Davide ha condiviso passioni politiche ed intellettuali, militanza attiva ed impegno politico, viaggi in Cile a ritrovare i nostri compagni cola’ ritornati dall’esilio, e infine una nuova vita in Lunigiana, dove natura, storia e l’affetto di molti compagni restituivano al talento intellettuale di Pina ed a quello artistico di Davide il posto, il tempo e i colori per esprimersi a fondo.
Con Pina e Davide stare insieme era affetto profondo, cantare con buona intonazione e sentimento, vino e cibi che sapevano di abilità che venivano da lontano: la politica vera con tutto dentro insomma.

 L’impegno rigoroso senza essere inutilmente severo e la sensibilità affettuosa di Pina hanno accompagnato molti  di noi ben oltre la “politica attiva”, sono diventati un modo per saperci orientare in tempi sempre più confusi e comunque sempre più difficili.  

A un certo momento, essendo riusciti con Davide, Pina ed alcuni altri compagni a stampare e pubblicare qualche libro (che credevamo interessante allora e che ancora oggi mi pare essere stata almeno cosa utile), ci immaginammo di poter raccogliere e pubblicare una memoria a molte voci sui GCR e sulla Quarta in Italia in quegli anni, ma ci manco’ la convinzione di esserne all’altezza  più che le forze o il tempo. Di certo, la sua, di donna e femminista militante, docente appassionata e scrittrice di talento, sarebbe stata una di quelle voci da raccontare.

Ora che molti se ne sono andati, non è più cosa,  ma ci resta forte il ricordo di una compagna dolcemente “ resistente” e di una donna di grande talento.

Un forte abbraccio a Sergio ed a Giovanna.
Che ti sia lieve la terra, Pina.