“Guerra sì, ma contro il governo. Carola Rackete libera subito!”

Comunicato della Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista

La Sea Watch ha finalmente attraccato al porto di Lampedusa. Di nuovo la sua comandante, Carola Rackete, ha dovuto forzare per portare in salvo i quaranta profughi che erano rimasti a bordo stremati da 17 giorni di permanenza sulla nave con le implacabili temperature di questi giorni. Nonostante fosse stato trovato l’accordo per il trasferimento dei profughi in altri paesi europei e da giorni fosse stato svuotato l’hotspot di Lampedusa proprio per accoglierli, nessuna delle autorità competenti ha dato il consenso allo sbarco, passaggio indispensabile per il trasferimento dei profughi.

A questo punto la capitana Rackete ha rotto gli indugi forzando, per la sconda volta in pochi giorni, gli ordini del governo italiano, ordini in aperta contrapposizione con le leggi internazionali del mare e con l’articolo 10 della nostra costituzione e prodotti di quell’obbrobrio guridico che è il decreto sicurezza bis.
Non dimentichiamo peraltro che la gabbia in cui si muovono i provvedimenti razzisti e liberticidi di Salvini e del suo governo, l’ha costruita il decreto Minniti Orlando e che gli accordi con i macellai libici sempre da Minniti sono stati presi. La presenza dei parlamentari piddini a Lampedusa in queste ore non ci trae in inganno.
La capitana è stata arrestata con accuse terribili e quasi da corte marziale, perchè quella che Salvini e i suoi sodali hanno dichiarato è una vera e propria guerra contro l’umanità e con le leggi di guerra la vogliono trattare.
Ora occorre subito mobilitarsi per richiedere l’immediata scarcerazione della capitana Rackete, occorre subito aprire un vasto fronte contro le leggi liberticide di questo governo aprendo nel contempo nel paese una grande iniziativa che entri nel merito delle questioni legate all’arrivo dei profughi e dei migranti.
Nei giorni scorsi gli scioperi dei portuali genovesi contro l’imbarco di armi da guerra e per l’apertura dei porti ai profughi indica la direzione da prendere: occorre una larga mobilitazione di tutto il movimento dei lavoratori, non bastano comunicati di solidarietà di questa o quella sigla, occorrono azioni concrete.
Su questo la nostra organizzazione si impegnerà nei prossimi giorni.

Carola Rackete libera subito.
Respingiamo il decreto sicurezza bis e tutte le leggi repressive del governo gialloverde e dei precedenti.