Dal no alla privatizzazione di Farmacap a una nuova solidarietà tra le lotte

[sinistra anticapitalista roma]

Con un bliz in consiglio comunale, la maggioranza a cinque stelle in Campidoglio ha approvato, il 28 dicembre la delibera che privatizza, truccandola da “società benefit”, le 45 farmacie di Farmacap, ultima azienda speciale pubblica tra le partecipate di Roma Capitale. Un clamoroso voltafaccia del partito che amministra la città in totale e arrogante solitudine. Come per Tap, fanghi tossici, trivellazioni, F35, anche sulle privatizzazioni i cinque stelle mostrano il loro vero volto di partito al servizio del liberismo. Nel programma elettorale di Virginia Raggi era scritto nero su bianco il rilancio di Farmacap come azienda Speciale (pubblica), dopo aver osteggiato il progetto di trasformazione societaria tentato dalla passata giunta di centro-sinistra/Marino per svendere le farmacie. Il tradimento, stavolta, è avvenuto tra natale e capodanno, lontano dagli occhi indiscreti dell’opinione pubblica.

In Farmacap il commissariamento si protrae da 6 anni e da più di 2 con il M5S, malgrado l’approvazione unanime di un ordine del giorno in consiglio comunale che prevedeva la nomina di un normale consiglio di amministrazione, ossia la fine del commissariamento.

Ma il commissariamento serve per mantenere le farmacie sotto organico, per non stipulare un contratto di servizio ed una convenzione adeguatamente remunerata per i servizi sociali, per la mancata valorizzazione del sistema socio-sanitario di Farmacap e preparare il terreno alla privatizzazione in un settore già duramente colpito dalle privatizzazioni: 70mila gli occupati nel settore privato rispetto ad appena 4mila di quelle pubbliche. Un processo iniziato negli anni ’90 da Bologna, giunta “rossa” e confederali compiacenti.

Per questo Sinistra Anticapitalista è al fianco dei lavoratori di Farmacap e di tutte le aziende partecipate che rischiano la privatizzazione e li invita a diffidare dai finti alleati che ora, dai banchi dell’opposizione, fingono di contestare quello che loro stessi hanno praticato dagli scranni del governo nazionale e delle amministrazioni locali. Settori del Pd romano, infatti, sono coinvolti anche nell’attacco al trasporto pubblico locale ma, dopo il fallimento del referendum sulla privatizzazione di Atac, è necessario rilanciare una grande mobilitazione per costruire un’alleanza tra lavoratori e città per invertire i processi, ripubblicizzare i servizi sociali e i beni comuni.

 

La lotta dei lavoratori Farmacap può essere un passaggio importante per la ricostruzione di un nuovo movimento di lotta, per una nuova solidarietà tra lavoratori, per saldare queste vertenze a quelle per i beni comuni e contro le grandi opere che il 23 marzo scenderanno in piazza a Roma per una grande manifestazione nazionale.

Solo l’unità di tutte le vertenze e le pratiche di conflitto potranno fermare l’austerità e il liberismo, invertire la tendenza alla frammentazione del tessuto sociale e annullare quel senso di rancore e solitiudine che alimenta populismo e sovranismo. Il protagonismo sociale dei lavoratori e delle lavoratrici può contrastare il razzismo e l’affermarsi di un nuovo fascismo.